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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2008-1-29

29/1/2008

Conflitto pericoloso tra Bce e Fed

 

Molti segnali indicano che la crisi finanziaria/bancaria sia più grave, che il peggio non sia ancora arrivato e che, soprattutto, ci sia uno destabilizzante conflitto tra Bce e Fed.   

L’America è nei guai, ma anche l’Europa ha buchi. SocGen ha comunicato che un suo broker disonesto le ha fatto perdere ben 5 miliardi, ma ciò sembra una copertura per giustificare perdite “strutturali”. Il sistema bancario francese potrebbe avere perdite nascoste pari al 15-20% della sua capitalizzazione. Alcune banche tedesche dissestate verranno di fatto rinazionalizzate, in silenzio. Il sistema bancario spagnolo, molto esposto alla crisi del mercato immobiliare, sta reperendo liquidità con riservato affanno. Quello italiano, pur sano, ha comunque ritirato decine di miliardi dai fondi di investimento. Se si fa una correlazione, pur deproporzionalizzata, tra liquidità fornita dalla Bce alle banche l’estate scorsa ed entità delle perdite finora emerse si trova che molti e grossi guai restano nascosti. Le autorità monetarie ed i governi tacciono, in America, Europa ed altrove, per evitare che la crisi di fiducia contagi il credito al consumo ed altre forme di finanza collateralizzata in quanto ciò creerebbe una crisi bancaria globale incontenibile. Questa rubrica comprende e tace a sua volta ulteriori dettagli per responsabilità. Ma il silenzio non basterà a convincere il mercato che il peggio sia passato o sarà evitato. Sarà rassicurato solo dall’ingaggio diretto del “prestatore di ultima istanza”. La Fed si  è già mossa per cercare di salvare Borse, banche ed economia globale tagliando di brutto i tassi. Ma la Bce non la ha seguita, annullando l’effetto fiducia del taglio perché il mercato ha percepito un conflitto nei salvatori. In più lo scoordinamento ha delegittimato Bernanke facendogli fare la figura del regolatore debole che si fa guidare dal mercato. Forse le élite europee vogliono una “crisi depurativa” per risanare e rimodellare il sistema finanziario globale, cioè far crollare le Borse e massacrare la finanza acrobatica che parla inglese. Da un lato la Bce ha ragione nel temere salvataggi che potrebbero portare a più inflazione nel futuro. D’altra parte il libero mercato implica accettare del disordine per avere innovazione e crescita. Inoltre il deleverage in corso nel modello di business bancario non può essere fatto durante una crisi borsistica in quanto richiede ricapitalizzazioniconsistenti. In particolare, se la Bce non aiuterà la Fed riducendo i tassi c’è il rischio che la seconda non riesca a salvare da sola baracca e burattini. Se accadrà anche Trichet ne sarà responsabile. Lo sappia.   

(c) 2008 Carlo Pelanda
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