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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2007-6-5

5/6/2007

Se la valutazione sarà tecnica e non politica il C-27J vincerà la megagara americana

Nel mercato ed in Italia c’è molta attesa – la notizia dovrebbe arrivare il 5 o 6 giugno - per l’esito della gara relativa alla fornitura di 140 aerei da trasporto tattico alle forze armate statunitensi

C’è molta attesa – la notizia dovrebbe arrivare entro l’8 giugno - per l’esito della gara relativa alla fornitura di 115 aerei da trasporto tattico alle forze armate statunitensi. L’industria americana non produce questo tipo di aereo e pertanto sono in competizione due offerte europee: Alenia-Finmeccanica che propone il bimotore ad elica C-27J (Spartan), e la franco-tedesca-spagnola EADS che fa gareggiare il CASA 295 M. La gara è rilevante non solo per i tanti miliardi della commessa, per l’effetto di qualificazione dato dal diventare un “fornitore di sistema” del Pentagono ed il conseguente impatto positivo sui valori azionari, ma anche perché definirà uno standard internazionale e Nato per questo segmento dei trasporti militari. Chi vincerà?

In teoria dovrebbe vincere l’aereo italiano perché è stato disegnato per lo scopo mentre quello proposto da EADS è un adattamento un po’ rabberciato di un modello civile. Il secondo, per esempio, ha un carrello non calibrato per l’atterraggio su terreni sconnessi mentre il primo è capace di operare anche su un prato sassoso senza spaccarsi. Infatti è molto probabile che i test fatti dai militari americani abbiano rilevato la netta superiorità tecnica del prodotto Finmeccanica come è già successo in tutte le parti del mondo dove i due velivoli sono stati oggetto di valutazione comparativa. Ma in molti casi, il più recente in Romania, si è notato che EADS non molla l’osso solo perché il suo velivolo è inferiore. I governi francesi e tedesco intervengono, si sospetta, per tentare di trasformare i criteri di giudizio da tecnici a geopolitici. Per lo più non ci riescono, ma non per questo smettono di provarci. Succederà anche per la gara americana? Sia Parigi sia Berlino stanno flirtando con gli americani, la svolta atlantica della prima puro ossigeno per le ansimanti politiche di Bush in alcuni teatri delicati. Siamo perduti nonostante la bontà del prodotto? Le gare negli Stati Uniti tendono ad avere una notevole trasparenza e ad essere influenzate più da valutazioni tecniche che politiche. Un militare statunitense non metterebbe a rischio truppe trasportate e la loro efficienza operativa con un aereo inadeguato nemmeno se glielo chiedesse Bush in persona. Pertanto questa rubrica scommette sulla vittoria dello Spartan nonostante il vantaggio politico della concorrenza. E’ una scommessa che si basa sulla solidità delle istituzioni statunitensi. Infatti saremmo molto, ma molto, sorpresi da un risultato diverso. Al punto da chiedere alla stampa americana, eventualmente, di indagare. Il governo Prodi non ha credibilità, ma Il Foglio sì ed è attento.  

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