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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2008-8-26

26/8/2008

Solo se unite America ed Europa potranno sia dissuadere sia sedurre Mosca

Sta accadendo quello che il rubricante da tempo temeva e cercava di evitare (www.lagrandealleanza.com). Negli anni ‘90 America ed Europa non hanno voluto né sostenere, attutendo la catastrofe sociale post 1991, la democratizzazione della  Russia né trovarle uno spazio comodo nell’alleanza occidentale quando Putin lo chiese. Ora c’è una popolazione russa vogliosa più di riscatto nazionale che di democrazia e che sostiene il riemergere dell’impero russo. Il rischio per l’occidente è grave, forse fatale. La Guerra fredda fu vinta grazie alla separazione, negli anni ’70, di URSS e Cina ed alla difficoltà della prima, diversamente dalla seconda, di riformare l’insostenibile modello comunista, cosa ne che ne comportò l’implosione. Ora Cina, gigante demografico, e Russia, poco popolata, ma potenziata dalle sue enormi risorse energetiche fossili, si sono date un modello di “capitalismo autoritario” che può essere più efficiente di quello nostro di “capitalismo democratico”. E che, soprattutto, meglio delle democrazie organizza la società per scopi strategici, in particolare se in presenza di nazionalismo diffuso. Sparta sconfisse Atene nel 404 AC. Il punto: anche se non si alleano, Cina e Russia potranno convergere con una potenza superiore a quella americana ed europea per comprimere il perimetro di influenza occidentale nel mondo. La Cina non è domabile in tempi prevedibili. Quindi, se non riusciremo a disinnescare la divergenza russa ed a far riconvergere Mosca verso l’occidente, siamo fottuti. Ma si può ancora fare?

Si può. In sostanza, la strategia di Putin ha tre obiettivi: (a) reintegrare le minoranze russe nella Federazione; (b) satellizzare le nazioni circostanti per creare un’area cuscinetto che fermi l’espansione della Ue (già ottenuto) e della Nato nonché per riconquistare l’Asia centrale; (c) ottenere il riconoscimento di potenza globale. La migliore strategia occidentale è quella di concedere compromessi sul primo e secondo, generosi per la parte asiatica e meno per quella europea, e condizionare il terzo alla convergenza con l’occidente. Ma per riuscirci manca la forza negoziale e dissuasiva per trattare con una Russia eccitata perché l’Europa è ricattabile, l’America indecisa. Quindi il passo preliminare è quello di rigenerare l’alleanza tra America ed Europa per avere sufficiente potenza e coesione sia per spaventare sia per sedurre Mosca. Tale strategia, inoltre, è l’unica che potrà sostenere la fiducia sull’euro di fronte al ritorno della storia nei pressi europei perché questo sarà difeso dalle armi statunitensi. L’Europa da sola non ce la farebbe.   

(c) 2008 Carlo Pelanda
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