Cosa manca all’America per contenere l’espansione cinese, l’aggressività iraniana, ottenere un sostegno aggiuntivo in medio oriente e controllare i prezzi dell’energia? L’Europa? No, questa c’è già dopo la svolta atlantica della Germania, ci sarà di più se Sarkozy governerà la Francia, ma il suo impiego come seconda gamba dell’occidente è prevedibile sia lento e limitato anche nel caso migliore. E comunque i potenziali militari, economici e diplomatici di America più Ue non basterebbero anche contando l’apporto di Giappone, Australia e India. Cosa manca tra le possibilità esistenti? Per fare tutte le cose dette sopra la Russia sarebbe il partner perfetto. La convergenza russo-americana più europei ed altri sullo sfondo sarebbe in grado di: (a) stritolare l’Iran e o di dissuaderne meglio il gruppo dirigente incentivandolo a liberarsi di Ahmadinejad; (b) isolare la Cina al Consiglio di sicurezza dell’Onu; (c) staccare la Siria dall’influenza iraniana ridandole la garanzia di Mosca con l’accordo di Washington in cambio dell’abbandono di Hezbollah e della firma del trattato di pace con Israele; (d) creare un programma spaziale congiunto di controllo dell’orbita in funzione anticinese; (e) garantire meglio il disarmo nordcoreano; (f) poter impiegare il potenziale energetico russo per calmierare i prezzi di petrolio e gas. Ma di fronte a queste possibilità Washington tratta la Russia come un nemico. Nel 2001 Putin offrì a Bush un’alleanza, ma il secondo la respinse e per di più gli prese l’Asia centrale, casa sua, in occasione dell’iniziativa in Afghanistan. Ora perfino gli mette ai confini una difesa antimissile come se Mosca fosse ancora una minaccia. Perché? L’America non vuole che la Russia torni ad essere impero, la Germania la spinge ad una politica antirussa perché, in effetti, Mosca vuole limitare l’espansione ad est della Ue. Ma si tratta di un terribile errore di visione strategica, scusabile quello tedesco, imperdonabile quello dell’ex-sovietologa Condolezza Rice. Il problema non è che la Russiatorni a fare impero, il punto è che torni ad esserlo come terza testa di quello occidentale. Probabilmente Putin lo accetterebbe se glielo chiedessimo e se gli fornissimo la possibilità di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2008 in deroga alle regole di rieleggibilità. Il non averlo capito prima è già costato a Bush lo stallo in Iraq, il continuare promette il peggio. Questa rubrica invita Merkel, ora presidente della Ue, ad esplorare la disponibilità di Bush e Putin a partecipare ad una Grande alleanza tra Usa, Europa e Russia, intanto, come evoluzione inclusiva della Nato.  

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Il Foglio

2007-3-1

1/3/2007

La Russia va inclusa nell’occidente e non trattata come un nemico

Cosa manca all’America per contenere l’espansione cinese, l’aggressività iraniana, ottenere un sostegno aggiuntivo in medio oriente e controllare i prezzi dell’energia? L’Europa? No, questa c’è già dopo la svolta atlantica della Germania, ci sarà di più se Sarkozy governerà la Francia, ma il suo impiego come seconda gamba dell’occidente è prevedibile sia lento e limitato anche nel caso migliore. E comunque i potenziali militari, economici e diplomatici di America più Ue non basterebbero anche contando l’apporto di Giappone, Australia e India. Cosa manca tra le possibilità esistenti? Per fare tutte le cose dette sopra la Russia sarebbe il partner perfetto. La convergenza russo-americana più europei ed altri sullo sfondo sarebbe in grado di: (a) stritolare l’Iran e o di dissuaderne meglio il gruppo dirigente incentivandolo a liberarsi di Ahmadinejad; (b) isolare la Cina al Consiglio di sicurezza dell’Onu; (c) staccare la Siria dall’influenza iraniana ridandole la garanzia di Mosca con l’accordo di Washington in cambio dell’abbandono di Hezbollah e della firma del trattato di pace con Israele; (d) creare un programma spaziale congiunto di controllo dell’orbita in funzione anticinese; (e) garantire meglio il disarmo nordcoreano; (f) poter impiegare il potenziale energetico russo per calmierare i prezzi di petrolio e gas. Ma di fronte a queste possibilità Washington tratta la Russia come un nemico. Nel 2001 Putin offrì a Bush un’alleanza, ma il secondo la respinse e per di più gli prese l’Asia centrale, casa sua, in occasione dell’iniziativa in Afghanistan. Ora perfino gli mette ai confini una difesa antimissile come se Mosca fosse ancora una minaccia. Perché? L’America non vuole che la Russia torni ad essere impero, la Germania la spinge ad una politica antirussa perché, in effetti, Mosca vuole limitare l’espansione ad est della Ue. Ma si tratta di un terribile errore di visione strategica, scusabile quello tedesco, imperdonabile quello dell’ex-sovietologa Condolezza Rice. Il problema non è che la Russiatorni a fare impero, il punto è che torni ad esserlo come terza testa di quello occidentale. Probabilmente Putin lo accetterebbe se glielo chiedessimo e se gli fornissimo la possibilità di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2008 in deroga alle regole di rieleggibilità. Il non averlo capito prima è già costato a Bush lo stallo in Iraq, il continuare promette il peggio. Questa rubrica invita Merkel, ora presidente della Ue, ad esplorare la disponibilità di Bush e Putin a partecipare ad una Grande alleanza tra Usa, Europa e Russia, intanto, come evoluzione inclusiva della Nato.  

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