Bush sta da tempo costruendo con New Dehli il seguente accordo: gli Stati Uniti concedono all’India lo status di potenza nucleare legittima, togliendo le restrizioni punitive per il suo riarmo avviato negli anni ’90, ma in cambio questa deve impegnarsi ad aiutare la politica antiproliferativa con la priorità del contrasto dell’Iran. Sta funzionando. Dal 2004 l’India è passata, cambiando la posizione precedente, al fronte del contenimento delle ambizioni nucleari di Teheran. Ma parecchi analisti vedono in questa mossa un cedimento pericoloso della politica antiproliferativa che potrebbe portare altri a costruire l’atomica o fornire una scusa alla Cina per giustificare un riarmo perfino più aggressivo di quello in atto. Per non parlare poi del Pakistan. Altri sostengono che Washington abbia concesso troppo a Nuova Dehli senza avere garanzie di alleanza stabile nel futuro. La stessa Amministrazione ha dubbi su quanto deve insistere sul piano della condizionalità per rifinire l’accordo detto. Ma indecisioni e preoccupazioni probabilmente verranno superate, anche in caso di presidenza democratica nel 2008, per l’evidenza dei vantaggi nel perseguire una politica di incentivi che porti, pur lentamente, l’India entro una stabile alleanza con il sistema occidentale. La sola conquista di New Dehli al fronte anti-iraniano vale il rischio preso violando il rigore antiproliferativo. L’alleanza prospettica tra America ed India toglie spazio di gioco alla vocazione neoimperiale russa. Inoltre costringe la Cina a tener conto di una potenza regionale asiatica militarmente tanto forte quanto Pechino e che potrebbe aiutare gli Stati Uniti a restare influenti e forti nel Pacifico. Soprattutto, l’India è una democrazia stabilizzata e, meglio del Giappone, potrebbe diventare un pilastro occidentalista nell’area. L’importante è capire che l’India non potrà diventare subito tutte queste cose perché le sue èlite sono ancora legate ad un tradizione di non allineamento o di forte nazionalismo. Ma è talmente evidente anche per l’India il vantaggio – G9, investimenti, aiuto per migliorare le relazioni con il Pakistan e risolvere il conflitto nel Kashmir - di una convergenza con l’occidente da renderla molto probabile. Tale scenario, per l’interesse nazionale italiano, apre nuove prospettive di business. In particolare: (a) allarga il perimetro per l’esportazione di armamenti sofisticati compatibili con la sicurezza occidentale, buona opportunità per Finmeccanica; (b) individua un partner tecnologico perfetto per Enel ed Ansaldo in vista di un loro rilancio nella tecnologia nucleare civile.  

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2006-9-9

9/9/2006

L’investimento per includere l’India nel perimetro occidentale porterà più vantaggi che rischi

L’Amministrazione Bush sta da tempo costruendo con New Dehli il seguente accordo: gli Stati Uniti concedono all’India lo status di potenza nucleare legittima, togliendo le restrizioni punitive per il suo riarmo avviato negli anni ’90, ma in cambio questa deve impegnarsi ad aiutare la politica antiproliferativa con la priorità del contrasto dell’Iran. Sta funzionando. Dal 2004 l’India è passata, cambiando la posizione precedente, al fronte del contenimento delle ambizioni nucleari di Teheran. Ma parecchi analisti vedono in questa mossa un cedimento pericoloso della politica antiproliferativa che potrebbe portare altri a costruire l’atomica o fornire una scusa alla Cina per giustificare un riarmo perfino più aggressivo di quello in atto. Per non parlare poi del Pakistan. Altri sostengono che Washington abbia concesso troppo a Nuova Dehli senza avere garanzie di alleanza stabile nel futuro. La stessa Amministrazione ha dubbi su quanto deve insistere sul piano della condizionalità per rifinire l’accordo detto. Ma indecisioni e preoccupazioni probabilmente verranno superate, anche in caso di presidenza democratica nel 2008, per l’evidenza dei vantaggi nel perseguire una politica di incentivi che porti, pur lentamente, l’India entro una stabile alleanza con il sistema occidentale. La sola conquista di New Dehli al fronte anti-iraniano vale il rischio preso violando il rigore antiproliferativo. L’alleanza prospettica tra America ed India toglie spazio di gioco alla vocazione neoimperiale russa. Inoltre costringe la Cina a tener conto di una potenza regionale asiatica militarmente tanto forte quanto Pechino e che potrebbe aiutare gli Stati Uniti a restare influenti e forti nel Pacifico. Soprattutto, l’India è una democrazia stabilizzata e, meglio del Giappone, potrebbe diventare un pilastro occidentalista nell’area. L’importante è capire che l’India non potrà diventare subito tutte queste cose perché le sue èlite sono ancora legate ad un tradizione di non allineamento o di forte nazionalismo. Ma è talmente evidente anche per l’India il vantaggio – G9, investimenti, aiuto per migliorare le relazioni con il Pakistan e risolvere il conflitto nel Kashmir - di una convergenza con l’occidente da renderla molto probabile. Tale scenario, per l’interesse nazionale italiano, apre nuove prospettive di business. In particolare: (a) allarga il perimetro per l’esportazione di armamenti sofisticati compatibili con la sicurezza occidentale, buona opportunità per Finmeccanica; (b) individua un partner tecnologico perfetto per Enel ed Ansaldo in vista di un loro rilancio nella tecnologia nucleare civile.  

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