di Israele che hanno portato i media a dichiarare una vittoria di Hezbollah e come evitarli nel futuro? I servizi segreti avevano un’informazione totale sulle capacità dei guerriglieri. Inoltre l’America ha dato un sostegno molto più attivo di quanto emerso pubblicamente. Per esempio, l’Iran ha tentato di rifornire Hezbollah di missili cinesi C-802, del tipo che ha semidistrutto una nave israeliana, e Washington è intervenuta pesantemente sulla Siria affinché non arrivassero ai guerriglieri. In sintesi, i parziali insuccessi della bonifica non si sono basati sulla sottovalutazione del nemico o su un’indecisione americana. Inoltre Hezbollah non ha combattuto particolarmente bene. Il punto è che il loro comando ha capito meglio di quello israeliano la condizione di vittoria: per pretenderla bastava che restassero in vita anche un solo Hezbollah nell’area di rastrellamento ed una manciata per tirare qualche missile. E la superiorità di Israele, pur totale, non poteva evitarlo. Infatti ha dovuto interrompere l’azione ed accettare una pur ridicola risoluzione Onu per trovare una via di uscita e ridurre i danni. Il punto: la conduzione strategica di Israele deve imparare a correlare meglio l’uso della forza con i possibili risultati politici e mediatici. Non è facile vista la situazione di pregiudizio antiisraeliano ed antisemitismo diffuso globalmente con picchi sorprendenti nella sinistra europea. Anche alimentato da finanziamenti a giornalisti da parte di organizzazioni islamiche. Ma a parte questo fenomeno, il problema principale nel futuro, per la continuazione della guerra contro Hezbollah e Iran, è come riuscire a mixare la comunicazione della forza di Israele, utile alla dissuasione, con quella adatta al consenso almeno delle masse occidentali. Per esempio, se sul piano militare è corretto bombardare i santuari Hezbollah nella periferia di Beirut anche se difesi da famiglie costrette a vivere attorno ai bersagli, su quello mediatico è un suicidio. Inoltre, come appreso dai palestinesi, Hezbollah ha unità specializzate nel mostrare cadaverini alle televisioni occidentali e nel commuovere i singoli reporter. Nell’era della comunicazione la conduzione della guerra deve adattarsi ai requisiti simbolici. Sui media Israele dovrebbe apparire vittima per far scattare solidarietà nell’area occidentale potenzialmente alleata. Sul piano della dissuasione dovrebbe evitare rumori ed aumentare l’eliminazione segreta dei capi e dei quadri dei movimenti e Stati nemici. Candida come una colomba, astuta e velenosa come un serpente. Come scritto nel Secondo libro.      

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Il Foglio

2006-8-19

19/8/2006

Israele ha perso sul piano dei media, ma è rimediabile leggendo il Vangelo

Quali sono gli errori di Israele che hanno portato i media a dichiarare una vittoria di Hezbollah e come evitarli nel futuro? I servizi segreti avevano un’informazione totale sulle capacità dei guerriglieri. Inoltre l’America ha dato un sostegno molto più attivo di quanto emerso pubblicamente. Per esempio, l’Iran ha tentato di rifornire Hezbollah di missili cinesi C-802, del tipo che ha semidistrutto una nave israeliana, e Washington è intervenuta pesantemente sulla Siria affinché non arrivassero ai guerriglieri. In sintesi, i parziali insuccessi della bonifica non si sono basati sulla sottovalutazione del nemico o su un’indecisione americana. Inoltre Hezbollah non ha combattuto particolarmente bene. Il punto è che il loro comando ha capito meglio di quello israeliano la condizione di vittoria: per pretenderla bastava che restassero in vita anche un solo Hezbollah nell’area di rastrellamento ed una manciata per tirare qualche missile. E la superiorità di Israele, pur totale, non poteva evitarlo. Infatti ha dovuto interrompere l’azione ed accettare una pur ridicola risoluzione Onu per trovare una via di uscita e ridurre i danni. Il punto: la conduzione strategica di Israele deve imparare a correlare meglio l’uso della forza con i possibili risultati politici e mediatici. Non è facile vista la situazione di pregiudizio antiisraeliano ed antisemitismo diffuso globalmente con picchi sorprendenti nella sinistra europea. Anche alimentato da finanziamenti a giornalisti da parte di organizzazioni islamiche. Ma a parte questo fenomeno, il problema principale nel futuro, per la continuazione della guerra contro Hezbollah e Iran, è come riuscire a mixare la comunicazione della forza di Israele, utile alla dissuasione, con quella adatta al consenso almeno delle masse occidentali. Per esempio, se sul piano militare è corretto bombardare i santuari Hezbollah nella periferia di Beirut anche se difesi da famiglie costrette a vivere attorno ai bersagli, su quello mediatico è un suicidio. Inoltre, come appreso dai palestinesi, Hezbollah ha unità specializzate nel mostrare cadaverini alle televisioni occidentali e nel commuovere i singoli reporter. Nell’era della comunicazione la conduzione della guerra deve adattarsi ai requisiti simbolici. Sui media Israele dovrebbe apparire vittima per far scattare solidarietà nell’area occidentale potenzialmente alleata. Sul piano della dissuasione dovrebbe evitare rumori ed aumentare l’eliminazione segreta dei capi e dei quadri dei movimenti e Stati nemici. Candida come una colomba, astuta e velenosa come un serpente. Come scritto nel Secondo libro.      

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