esista un mercato delle informazioni così ricavate. Molte voci si levano per dare una regolata alle degenerazioni nell’attività di polizia giudiziaria e, perfino più stringente, alle imprese di telecomunicazioni sospettate di non blindare i dati come richiesto dalle garanzie di riservatezza. C’è un motivo di ordine, ma è meno discusso quello economico. La crisi di fiducia nelle comunicazioni sta alzando i costi nel business. Sempre di più le relazioni di affari sia interne alle aziende sia in forma di negoziato per accordi commerciali sono trattate via telefono, videoconferenze, conferenze telefoniche, telefonia skype e posta elettronica. Negli ultimi 15 anni l’evoluzione della tecnologia delle comunicazioni ha, infatti, ridotto i costi per viaggi ed i tempi operativi nelle imprese incrementando così, notevolmente, la produttività (quantità di prodotto per ora di lavoro). Ora, in Italia, molti non usano più il telefono e simili per impostare e seguire un business perché:  hanno paura che il segreto industriale o commerciale possa essere violato oppure sabotato; soprattutto, temono che frasi innocenti possano essere interpretate come motivo di sospetto; comunque, anche per affari normalissimi, si trova qualcuno nel circuito di comunicazione che sbotta: “non per telefono, non per mail, vediamoci”. Si stima, in prima ipotesi, che nell’ultimo anno il sistema delle imprese abbia avuto un aumento di costi diretti per i motivi detti di almeno 500 milioni di euro. A cui bisogna aggiungere un miliardo in termini di minore produttività. Se così, l’impatto equivale allo 0,1% del Pil. Ma potrebbe essere di più valutando che negli ultimi tempi, dopo che la stampa ha svelato al pubblico l’enorme quantità di intercettazioni e la non sicurezza di qualsiasi comunicazione, il fenomeno ha preso una scala di massa. Fino a far diventare una “moda” la restrizione dei contenuti veicolati via telefono. A cui corrisponde l’emergere di un nuovo stile di comunicazione codificata: “lunedì sarò a Viterbo = ho l’intenzione di quotarmi in Borsa ad un prezzo azionario di tot”. Ma questa è meno efficiente  di quella aperta, per esempio perché richiede lunghi incontri per le precodifiche. In sintesi, l’adattamento, pur veloce, al rischio non riesce a ridurre i costi. Anche valutando che questi diminuiranno per l’esaurirsi della moda, resteranno comunque elevati. Il punto: sarà possibile abbatterli con nuove garanzie? Nessuno ci crederà e quindi il mercato chiederà tecnologie di supersicurezza privata più che regole. Tale è la tendenza.  

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Il Foglio

2006-7-18

18/7/2006

Il danno economico di intercettopoli è enorme e resterà duraturo

E’ molto diffusa la percezione di poter essere ascoltati combinata con quella che esista un mercato delle informazioni così ricavate. Molte voci si levano per dare una regolata alle degenerazioni nell’attività di polizia giudiziaria e, perfino più stringente, alle imprese di telecomunicazioni sospettate di non blindare i dati come richiesto dalle garanzie di riservatezza. C’è un motivo di ordine, ma è meno discusso quello economico. La crisi di fiducia nelle comunicazioni sta alzando i costi nel business. Sempre di più le relazioni di affari sia interne alle aziende sia in forma di negoziato per accordi commerciali sono trattate via telefono, videoconferenze, conferenze telefoniche, telefonia skype e posta elettronica. Negli ultimi 15 anni l’evoluzione della tecnologia delle comunicazioni ha, infatti, ridotto i costi per viaggi ed i tempi operativi nelle imprese incrementando così, notevolmente, la produttività (quantità di prodotto per ora di lavoro). Ora, in Italia, molti non usano più il telefono e simili per impostare e seguire un business perché:  hanno paura che il segreto industriale o commerciale possa essere violato oppure sabotato; soprattutto, temono che frasi innocenti possano essere interpretate come motivo di sospetto; comunque, anche per affari normalissimi, si trova qualcuno nel circuito di comunicazione che sbotta: “non per telefono, non per mail, vediamoci”. Si stima, in prima ipotesi, che nell’ultimo anno il sistema delle imprese abbia avuto un aumento di costi diretti per i motivi detti di almeno 500 milioni di euro. A cui bisogna aggiungere un miliardo in termini di minore produttività. Se così, l’impatto equivale allo 0,1% del Pil. Ma potrebbe essere di più valutando che negli ultimi tempi, dopo che la stampa ha svelato al pubblico l’enorme quantità di intercettazioni e la non sicurezza di qualsiasi comunicazione, il fenomeno ha preso una scala di massa. Fino a far diventare una “moda” la restrizione dei contenuti veicolati via telefono. A cui corrisponde l’emergere di un nuovo stile di comunicazione codificata: “lunedì sarò a Viterbo = ho l’intenzione di quotarmi in Borsa ad un prezzo azionario di tot”. Ma questa è meno efficiente  di quella aperta, per esempio perché richiede lunghi incontri per le precodifiche. In sintesi, l’adattamento, pur veloce, al rischio non riesce a ridurre i costi. Anche valutando che questi diminuiranno per l’esaurirsi della moda, resteranno comunque elevati. Il punto: sarà possibile abbatterli con nuove garanzie? Nessuno ci crederà e quindi il mercato chiederà tecnologie di supersicurezza privata più che regole. Tale è la tendenza.  

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