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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2006-4-25

25/4/2006

La finanza globale bloccherà le eventuali  “Montepaolo” e “Capintesa” perché contengono troppa politica

La finanza globale bloccherà le eventuali “Montepaolo” e “Capintesa” perché contengono troppa politica

Questa rubrica non crede che potranno essere fatte le due integrazioni bancarie di cui tanto si legge sui media: (a) Montepaolo (Monte dei Paschi di Siena e San Paolo di Torino); (b) Capintesa (Banca Intesa e Capitalia). I più informati pretendono che la prima diventerebbe la banca dei Ds e la seconda quella della Margherita e suoi dintorni di finanza bianca. Chi è un po’ più informato vede in tale soluzione l’accendersi di una guerra tra poteri finanziari francesi - presenti in forma di influenza indiretta in San Paolo e di proprietà diretta in Intesa - per la conquista del sistema bancario italiano. Complicata dall’intervento dello Stato francese, dietro le quinte, motivato dal fatto che Unicredito, il vero numero uno in Italia, ha acquisito una banca in Germania con una formula che lo rende più tedesco che italiano. Parigi ha bisogno del dominio dell’Italia per bilanciare il riemergere della Germania come potenza singola europea. Tale scenario è ancora molto ipotetico, ma anche una piccola probabilità che si realizzi preoccupa i grandi soggetti che formano l’élite del sistema finanziario globale. In Italia, infatti, si prospetta la formazione di banche su base partitica e non strettamente di business con la complicazione eventuale di un uso geopolitico delle banche stesse. Ciò viola l’accordo implicito tra grandi istituti finanziari mondiali: si fanno operazioni in base al criterio stringente di business e non ci si fa concorrenza usando la politica. Il punto: anni fa è stato fissato un confine tra finanza e politica. Non nel senso che vi sia un requisito di separazione tra i due, sarebbe impossibile, ma in quello che la finanza dovrà selezionare solo gli affari che siano veramente affari e non accettare inefficienze o pasticci perché di utilità della politica e della geopolitica. Tale accordo regge l’ordine globale. Senza di questo gli intrecci non confinati tra finanza e politica creerebbero distorsioni ingestibili. Sarebbe il caos e i grandi soggetti hanno capito che devono autolimitarsi, anche per non dare motivi ai governi ed alle Banche centrali di doverli regolare pesantemente, per reazione. In Italia l’accordo detto è violato sistematicamente da sempre, ma la piccola dimensione degli istituti infetti non lo ha mai messo a rischio. Se, tuttavia, grandi banche italiane con influenza internazionale emergessero con troppa (geo)politica dentro, allora il rischio di contaminazione sarebbe elevato ed il sistema globale dovrebbe intervenire. Per tale motivo, nel caso fossero realmente perseguite, si ritiene improbabile che Montepaolo e Capintesa possano essere realizzate.       

(c) 2006 Carlo Pelanda
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