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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2006-11-28

28/11/2006

Un errore di Teoria dei sistemi renderà inefficaci i controlli di Visco

Un errore di Teoria dei sistemi renderà inefficaci i controlli totali di Visco

Visco tenta il controllo totale del profilo fiscale di cittadini e imprese. Il punto critico del progetto riguarda il teorema della varietà indispensabile (Ashby, 1956) nelle scienze del controllo. Questo recita che, per ottenere uno scopo, un sistema deve essere disegnato con tanta varietà di controllo quanta è quella dei possibili disturbi (violazioni). Se la seconda è maggiore il sistema salta. La ricerca in materia mostra che solo in sistemi chiusi, per esempio macchine ben confinate con l’ambiente, è possibile pareggiare ogni possibile disturbo con un controllo che lo annulli. In sistemi chiudenti o aperti, dove è più poroso il confine con un ambiente, la varietà dei possibili disturbi sarà sempre superiore a quella di controllo. Tale dato ha alimentato negli anni ’80 l’emergere della Teoria della complessità e generato il problema della sua riduzione. Le soluzioni individuate sconsigliano strategie di controllo funzionati solo in sistemi chiusi in quelli aperti. Nei secondi il controllo è possibile solo se aiutato nell’ambiente in modo da ridurre la varietà di input disturbanti. Significa, applicando il principio, che un sistema fiscale deve puntare al consenso e non solo al controllo. Se non lo fa salta perché è impossibile estendere il controllo totale all’ambiente di riferimento. L’errore nel disegno di Visco sta in questo punto: non si basa sul consenso, come invece tentato da Tremonti, ma sul controllo totale all’ambiente, cioè di tutti gli attori fiscali. Non potrà funzionare. Per esempio, se restringe la possibilità del pagamento con banconote, ma non ne riduce la circolazione, otterrà l’emergere di un mercato a doppia contabilità, bianca e nera. Per evitarlo dovrebbe tornare alla moneta nazionale e chiudere i confini, condizione irrealistica. Infatti i dati mostrano l’emergere di una più vasta circolazione di banconote ed un aumento del loro valore perché è maggiore il valore del nascondimento. Ciò incentiva più importazioni furtive di liquidità dall’estero, oltre che esportazioni, e più transazioni non registrate. In particolare, la domanda di banconote sale riducendo i prezzi delle prestazioni. Lo sconto medio del pagamento in nero un anno fa era del 10-15%. Oggi è arrivato al 30%, con notevole, e divertente, effetto disinflazionistico in questo segmento del mercato. Visco tenterà di rendere impossibili le transazioni cartacee, ma non ci riuscirà perché l’incentivo a farle, e a creare reti di complicità sociale, crescerà più della sua capacità repressiva. Caro Vincenzo, non le resta che portare la tracciabilità a livello di singola banconota oppure rinunciare.  

(c) 2006 Carlo Pelanda
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