think tank sono al lavoro per risolvere questo problema di lentezza della rivoluzione tecnologica. Che è causato, principalmente, da gestioni industriali condizionate da fondi finanziari e/o da manager burocratizzati che vogliono massimo profitto e minimo rischio, cioè lo sfruttamento di prodotti maturi fino a che possibile senza troppe avventure. Per smuoverli non basta la sola concorrenza. Questa alimenta l’evoluzione di prodotti già esistenti, ma non necessariamente spinge la creazione di veramente nuovi. Per esempio, innova continuamente l’auto, ma difficilmente crea quella che vola. Quale leva, allora, può generare la domanda di novità assolute? In generale, la creazione di attività che le mostrino e poi inducano un nuovo bisogno nei consumatori. In particolare, escludendo acceleratori tecnologici quali la guerra, le emergenze, ecc., una tra le più promettenti di queste è lo sport,  perché luogo sia di sperimentazione tecnica sia di comunicazione immediata di massa che crea moda, finanziabile da spettatori e pubblicità. Quali nuovi sport sarebbero utili all’accelerazione del next? Secondo questa rubrica quelli di “Formula free”, intesi come competizioni senza regole, a parte il non danneggiare campo di gara e concorrenti, dove la vittoria è data dalla migliore tecnologia. Esempi. I cento metri corsi da atleti che indossano esoscheletri di potenziamento: due secondi contro i nove e rotti naturali, poi sul mercato di massa come coadiutori e supercalzature gambali per le passeggiate. La Formula free per l’auto, al posto della noiosa, lenta e ingessata “Formula 1”: qualsiasi motore, di qualsiasi cilindrata, con qualsiasi pneumatico con l’unica regola di dimensioni standard e di sicurezza della scatola di pilotaggio. Prodotti next derivati? Supermotori elettrici, pneumatici adattivi autorigeneranti, auto con nuovi materiali, drive by wire, ecc. Poi il calcio: i giocatori indossano potenziatori di moto e di salto da cui si derivano per il mercato nuovi abbigliamenti estensori di facoltà. Poi corse per macchine e uomini volanti che incentivino e creino il volo individuale di massa. Nuovi gladiatori: robot guidati in remoto poi trasferibili al mercato come tecnoservitori per usi domestici o di lavoro. In sintesi, lo scenario individua gli sport Formula free come luoghi che educano il desiderio umano di potenza ad impiegare sempre più nuove tecnologie, aumentandone ed accelerandone offerta e domanda.

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Il Foglio

2005-6-22

22/6/2005

Formula free, nextech

Molti nuovi brevetti e prodotti tecnologici, nel mercato globale, sono pronti a passare dalla fase di ideazione a quella di sviluppo. Ma manca qualcosa che stimoli la domanda. Alcuni think tank sono al lavoro per risolvere questo problema di lentezza della rivoluzione tecnologica. Che è causato, principalmente, da gestioni industriali condizionate da fondi finanziari e/o da manager burocratizzati che vogliono massimo profitto e minimo rischio, cioè lo sfruttamento di prodotti maturi fino a che possibile senza troppe avventure. Per smuoverli non basta la sola concorrenza. Questa alimenta l’evoluzione di prodotti già esistenti, ma non necessariamente spinge la creazione di veramente nuovi. Per esempio, innova continuamente l’auto, ma difficilmente crea quella che vola. Quale leva, allora, può generare la domanda di novità assolute? In generale, la creazione di attività che le mostrino e poi inducano un nuovo bisogno nei consumatori. In particolare, escludendo acceleratori tecnologici quali la guerra, le emergenze, ecc., una tra le più promettenti di queste è lo sport,  perché luogo sia di sperimentazione tecnica sia di comunicazione immediata di massa che crea moda, finanziabile da spettatori e pubblicità. Quali nuovi sport sarebbero utili all’accelerazione del next? Secondo questa rubrica quelli di “Formula free”, intesi come competizioni senza regole, a parte il non danneggiare campo di gara e concorrenti, dove la vittoria è data dalla migliore tecnologia. Esempi. I cento metri corsi da atleti che indossano esoscheletri di potenziamento: due secondi contro i nove e rotti naturali, poi sul mercato di massa come coadiutori e supercalzature gambali per le passeggiate. La Formula free per l’auto, al posto della noiosa, lenta e ingessata “Formula 1”: qualsiasi motore, di qualsiasi cilindrata, con qualsiasi pneumatico con l’unica regola di dimensioni standard e di sicurezza della scatola di pilotaggio. Prodotti next derivati? Supermotori elettrici, pneumatici adattivi autorigeneranti, auto con nuovi materiali, drive by wire, ecc. Poi il calcio: i giocatori indossano potenziatori di moto e di salto da cui si derivano per il mercato nuovi abbigliamenti estensori di facoltà. Poi corse per macchine e uomini volanti che incentivino e creino il volo individuale di massa. Nuovi gladiatori: robot guidati in remoto poi trasferibili al mercato come tecnoservitori per usi domestici o di lavoro. In sintesi, lo scenario individua gli sport Formula free come luoghi che educano il desiderio umano di potenza ad impiegare sempre più nuove tecnologie, aumentandone ed accelerandone offerta e domanda.

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