maldisegnato. Ma tale sollievo appare prematuro perché il sistema è ora esposto alla regolazione diretta di parametri molto più rigidi e duri di quelli del Patto. La Banca centrale ha, infatti, un solo strumento per contenere l’eventuale disordine finanziario: alzare il costo del denaro. Vuol dire che in caso di allarme per la stabilità finanziaria europea la Bce risponderà mandando in recessione l’economia reale, tipico esito di un rialzo dei tassi monetari, catastrofico se forte. Si potrebbe dire che tale situazione esisteva anche prima. Sulla carta certamente, ma in realtà la Commissione, con poteri di tutela del Patto, faceva da cuscinetto tra l’aumento del disordine e la risposta brutale della Bce. Per esempio, l’inflazione saliva verso soglie di pre-allarme, ma la resistenza dei parametri di stabilità permetteva alla Bce di scenarizzare modi e tempi preventivi di intervento più rilassati. Ora, senza tale cuscinetto, la Bce dovrà prendere una postura paranoica, ovvero prevedere restrizioni forti e più anticipate. E ciò aumenta il rischio di recessione. Per inquadrarlo meglio, bisogna considerare che lo statuto della Bce la porta a determinare a priori il tetto di inflazione ammessa, nel caso il 2%. Ciò crea un pericolo enorme: da un lato gli Stati hanno più libertà di accendere deficit inflazionistici, ma dall’altro devono restare entro un parametro rigidissimo di inflazione la cui violazione comporta il rischio di pesante recessione. Tra l’altro per tutti i partecipanti all’euro e non solo per le nazioni più disordinate. La battuta è che si è passati dall’incubo del 3% a quello del 2. E questa rende l’idea di un sistema europeo che non potrà stare in piedi così. Quali azioni sarebbero utili per impedirgli di collassare? Due, mixati: (a) gli Stati si autoregolano e riproducono a livello intergovernativo le condizioni di rispetto del Patto di stabilità; (b) lo statuto della Bce viene modificato per rimuovere il riferimento rigido al parametro di inflazione e per aggiungere anche la missione di sostegno alla crescita, in modo simile alla Fed americana. Così funzionerà, come è ora no.

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Il Foglio

2005-3-26

26/3/2005

Dall'incubo del 3% a quello del 2

La modifica lassista del Patto di stabilità ha cancellato il potere ordinatore della Commissione europea. Le restano solo strumenti di lamento nei confronti di governi che accendano deficit oltre il tetto annuo ammesso del 3%. Pertanto ogni conflitto tra Stati e regola europea, dopo la disintermediazione della Commissione, sarà direttamente tra i primi e la Bce. GliStati hanno espresso soddisfazione per aver ripreso una piccola parte della sovranità economica ceduta frettolosamente ad un agente europeo maldisegnato. Ma tale sollievo appare prematuro perché il sistema è ora esposto alla regolazione diretta di parametri molto più rigidi e duri di quelli del Patto. La Banca centrale ha, infatti, un solo strumento per contenere l’eventuale disordine finanziario: alzare il costo del denaro. Vuol dire che in caso di allarme per la stabilità finanziaria europea la Bce risponderà mandando in recessione l’economia reale, tipico esito di un rialzo dei tassi monetari, catastrofico se forte. Si potrebbe dire che tale situazione esisteva anche prima. Sulla carta certamente, ma in realtà la Commissione, con poteri di tutela del Patto, faceva da cuscinetto tra l’aumento del disordine e la risposta brutale della Bce. Per esempio, l’inflazione saliva verso soglie di pre-allarme, ma la resistenza dei parametri di stabilità permetteva alla Bce di scenarizzare modi e tempi preventivi di intervento più rilassati. Ora, senza tale cuscinetto, la Bce dovrà prendere una postura paranoica, ovvero prevedere restrizioni forti e più anticipate. E ciò aumenta il rischio di recessione. Per inquadrarlo meglio, bisogna considerare che lo statuto della Bce la porta a determinare a priori il tetto di inflazione ammessa, nel caso il 2%. Ciò crea un pericolo enorme: da un lato gli Stati hanno più libertà di accendere deficit inflazionistici, ma dall’altro devono restare entro un parametro rigidissimo di inflazione la cui violazione comporta il rischio di pesante recessione. Tra l’altro per tutti i partecipanti all’euro e non solo per le nazioni più disordinate. La battuta è che si è passati dall’incubo del 3% a quello del 2. E questa rende l’idea di un sistema europeo che non potrà stare in piedi così. Quali azioni sarebbero utili per impedirgli di collassare? Due, mixati: (a) gli Stati si autoregolano e riproducono a livello intergovernativo le condizioni di rispetto del Patto di stabilità; (b) lo statuto della Bce viene modificato per rimuovere il riferimento rigido al parametro di inflazione e per aggiungere anche la missione di sostegno alla crescita, in modo simile alla Fed americana. Così funzionerà, come è ora no.

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