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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2004-11-2

2/11/2004

Tagli senza dolore

Questa rubrica, dal 2000, è impegnata - con Paolo Savona -  in un programma di ricerca sulla relazione tra sovranità e ricchezza. Entro tale missione chi scrive ha generato uno studio laterale su come le nazioni europee possano recuperare una quota della sovranità economica ceduta al Patto di stabilità. Perché il conferimento di questa ad un sistema europeo che non riesce a tornarla agli Stati in modo eurocompatibile ha un impatto deflazionistico - impoverente - di tale entità da rendere insostenibile il costo della stabilità monetaria. I risultati preliminari – controllati con il pensiero tecnico della Bce – indicano che un ritorno di sovranità alle nazioni in termini di flessibilizzazione del Patto si tramuterebbe in deficit dei bilanci. Travestibile quanto si vuole, ma non eurocompatibile e quindi fattibile solo in minime dimensioni. Comunque da farsi. Ma il punto è che ogni Stato ha una sola fonte da cui recuperare più denari discrezionali per riflazionare il proprio sistema economico o con investimenti o con tagli fiscali: la riduzione della spesa corrente. Ciò ha portato il gruppo di ricerca a valutare quanti soldi e come possano essere risparmiati nella Pubblica amministrazione italiana, entro tre vincoli di pre-fattibilità: (a) non tagliare la parte di spesa pubblica che potrebbe peggiorare l’impatto deflazionistico; (b) non licenziare personale; (c) ottenere il consenso dei sindacati. Che hanno determinato, prima di tutto, la ricerca di chi nel mondo sa fare questo lavoro e con quali metodi capaci di rispettare i vincoli detti. I risultati preliminari sono sorprendenti. Analizzando le tecnologie ed i concetti di efficienza offerti da aziende quali Eds, Ibm, Microsoft, AT Kearney, Exact Cost, ecc. e come siano stati applicati concretamente alla riduzione costi del sistema pubblico in Uk, Usa, Nuova Zelanda, Australia ed Israele, si è trovato che un sottoinsieme di questi è, ipoteticamente, adattabile all’ambiente normativo italiano e rispetta il requisito di non licenziabilità. Una prima simulazione grezza ha definito tra i 25 ed i 12 miliardi di euro il risparmio possibile senza far male a nessuno, solo riorganizzando con più tecnologia e soluzioni di efficienza funzioni e servizi pubblici, statali e locali. Che equivale ad un notevole recupero di sovranità tra il 2 e l’1% del Pil. Quindi si raccomanda alle aziende più innovative nel settore di consorziarsi e formulare al governo un’offerta di sperimentazione. Ed a questo – i bravi Siniscalco, Baldassarri e Grilli – di definire dei progetti pilota per valutare in concreto quanto del potenziale ipotizzato sia fattibile.

(c) 2004 Carlo Pelanda
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