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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2004-7-7

7/7/2004

Modernizzazione del contratto fiscale

Circola l’idea che l’antiriformismo sia di scala tale da rendere impossibile il riformismo: esisterebbe un blocco sociale maggioritario in Francia, Germania ed Italia che non vuole rinunciare al protezionismo; la riduzione dei costi statali sarebbe una chimera. Ma per un numero crescente di studiosi ciò è una fesseria. Perché nei dati si vede che il blocco sociale maggioritario nei tre Paesi citati vive di mercato e non di Stato e vuole la riduzione delle tasse. Al riguardo dei costi, poi, c’è la certezza che lo spazio di efficienza conquistabile sia enorme. Quindi la nuova ipotesi è che il problema non stia nel dissenso, ma nel fatto che i riformisti sia di destra sia di sinistra usino teorie e strumenti troppo deboli. E che per questo la minoranza assistita sia in grado di dettare gli standard politici. Da qui sono emersi due nuovi obiettivi di ricerca: (a) quale teoria sarà forte abbastanza per dotare di consenso il riformismo; (b) come inserire più tecnologia nella pubblica amministrazione. La teoria, in questo caso, serve a definire un nuovo standard morale. E’ un errore pensare di modificare il contratto fiscale di una società senza cambiarne il modello etico, i valori. Quale il nuovo, confacente a minori tasse? Quello che rende buon cittadino solo chi provvede a se stesso e cattivo colui che non fa il massimo per essere autonomo. Dove il diritto alla protezione scatterebbe solo per casi eccezionali di impedimento o disagio. E chi lo chiede senza bisogno è un pigro. Il punto è che la riduzione fiscale dipende dal cambiamento dei riferimenti simbolici: affermare l’attivismo contro il passivismo, solidarietà solo ai veri bisognosi. Ma sarà più veloce ridurre i costi pubblici semplicemente includendo nel sistema la nuova tecnologia dell’informazione: per il controllo, ma anche per l’individuazione di vie più efficienti per fare le stesse cose. I riformisti non usano tali nuove tecnologie perché non le conoscono abbastanza. Questa rubrica raccomanda alle aziende del settore di pubblicizzare meglio come si fa, per esempio, a risparmiare tra il 15 ed il 20% della spesa sanitaria senza ridurne la qualità per gli utenti. Le prega, per l’Italia, di prendere appuntamento con il Primo ministro per mostrargli in dettaglio come risparmiare una ventina di miliardi di euro nel settore pubblico in poco tempo senza licenziare alcuno. Prega, in particolare, Eds, ATKearney ed Exact Cost di tradurre in italiano i modelli di efficienza che hanno già sperimentato con successo in Usa ed Uk. Implora il Primo ministro di ricevere queste ed altre mettendole in concorrenza per il progetto migliore.

(c) 2004 Carlo Pelanda
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