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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2003-1-25

25/1/2003

La difficile ricerca di come sfottere con bon ton la Framania

Cosa si può prendere in giro dell’Europa e cosa no, e come? Tale domanda corre da qualche giorno nei circoli sia anglofoni sia europei non francesi e non tedeschi. I primi sono alla ricerca di più bon ton nell’escalation di sfottò a danno della Framania. Per esempio, Rumsfeld voleva semplicemente dire, bonariamente, che con la Francia è la solita storia: si mette di traverso, poi le si da qualche pacca o vantaggio e alla fine si cheta. La Germania è un caso perfino più semplice. All’americano, invece, è scappato, oltre le intenzioni, un: è la vecchia Europa. Percepito come umiliante da tutti i continentali. Prodi, invece di segnalare che il contenzioso era tra America e Framania, non tra la prima e tutta l’Europa, ha ribattuto con uno sfortunato: no è saggia a non volere la bonifica dell’Iraq. Così Blair, gli europei orientali, Berlusconi ed Aznar sono stati dichiarati non del tutto saggi dalla Commissione. Con la complicazione che è stato l’Impero (Ari Fleischer), e non gli interessati, a ribadire che, invece, saggi erano: nostri alleati leali. Imbarazzante. Per questo in America è stato lanciato uno studio urgente sul come sfottere con più eleganza e meno conseguenze la Framania. Un think tank ha proposto, ieri, una lettera di Bush a Chirac e Schroeder, del tipo: "cari leader, sono ammirato dal vostro tentativo di costruire una superpotenza etica. Gli Usa sono impegnati nella definizione del concetto di guerra preventiva – allego carteggio avuto in precedenza con il Santo Padre – e avrei bisogno di un vostro aiuto per connetterla con la teoria della guerra giusta". Simili ricerche di "gestione simbolica" sarebbero perfino più utili agli "altri" europei. Per esempio, l’asse franco-tedesco è risibile, ma spaccare oltre misura l’Europa non darebbe vantaggio a nessuno perché dovremo comunque stare tutti insieme. Come sfottere senza inasprire gli animi? Non è facile, ma parrebbe divertente invitare i framanici ad unirsi ancora di più, a fondersi totalmente, per dare un esempio pilota a tutte le altre euronazioni, ovviamente a seguito di un referendum popolare. Mentre non va presa in giro la Convenzione europea, nonostante sia una barzelletta, perché il rito è poco serio, ma c’è dell’anima. Così come vanno sfottute elegantemente le attuali istituzioni formali europee, ma non il processo informale che le ha create: è un esempio unico al mondo di composizione evolutiva delle diversità, un patrimonio cinquantennale di saggezza che ci sarà utile per costruire un’Europa finalmente seria nel futuro quando i framanici avranno smesso i pantaloncini corti. A proposito, come si dice in francese "ciuffile"?

(c) 2003 Carlo Pelanda
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