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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2002-9-14

14/9/2002

L’analisi costi benefici mostra che anche per gli europei i blitz sono il modo più razionale per gestire il rischio terroristico

La politica di sicurezza antiterrorismo, dove il nemico non è contenibile via dissuasione, ha tre livelli: (a) eliminazione dei rischi alla fonte; (b) costruzione di barriere difensive; (c) misure per ridurre gli impatti. Quante risorse è razionale allocare su ciascun livello? Mesi fa questa rubrica raccomandò il seguente schema costi-benefici: priorità e massimo investimento sul primo; alta priorità, ma inferiore, sul terzo; solo il minimo necessario sul secondo. Il motivo era il seguente. La blindatura di secondo livello contro azioni terroristiche è sia un’illusione sia un costo eccessivo per il sistema economico. E’ sensato portarla solo fino al punto dove un gruppo terroristico deve spendere più tempo e denaro per penetrare e quindi lasciare una traccia maggiore meglio visibile per l’intelligence preventiva. Si può andare un po’ oltre questo criterio per scopi di rassicurazione simbolica della popolazione. Ma sarebbe uno spreco fare di più. Perché comunque la varietà dei controlli messi in atto sarà sempre inferiore a quella dei modi per aggirali. Tale problema di gap incomprimibile è risolvibile, appunto, sia caricando al massimo le azioni preventive di individuazione e distruzione del nemico sia migliorando le capacità di riprendersi nel caso peggiore. E ciò va inteso come logica base, inevitabile, per la gestione della sicurezza. Le politiche reali la stanno seguendo oppure no? Nell’Unione Europea, per quanta riguarda il primo livello c’è azione solo a livelli di servizi segreti; al secondo c’è poco e al terzo (protezione civile) nulla. Specchio dell’incapacità bellica e di budget ristretti. Cosa che affida le nostre sorti al perdurare della strategia islamica di attaccare solo gli Usa proprio per staccare da questi gli europei. Di fatto la sicurezza è zero. Gli Usa, invece, stanno investendo un massimo di risorse su tutti i tre livelli. Dottrina della guerra preventiva e sua predisposizione reale e globale. Tentativo di creare una linea Maginot impenetrabile ai terroristi (Homeland Security) ed un sistema diffuso di reazione rapida alle emergenze. Comprensibile: l’America è bersaglio, ha capacità militari, grandi disponibilità e il pubblico chiede protezione totale. Ma la sicurezza perseguita in tale modo non selettivo implica costi diretti ed indiretti non sostenibili a lungo. Quindi è prevedibile che nel prossimo futuro gli Usa dovranno accelerare ed intensificare le azioni di primo livello per attutire le distorsioni create nel secondo. Blitz per risparmiare. Ma ciò renderà più attraente per il nemico la vulnerabilità europea. Bel problema per noi. Soluzione? L’unica razionale è sostenere i blitz.

(c) 2002 Carlo Pelanda
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