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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2003-6-21

21/6/2003

Pax euroamericana

Nei think tank occidentalisti sui due lati dell’Atlantico si sta scenarizzando la via verso una futura Pax euramericana. La sua utilità prospettica è evidente se si osserva un mappamondo aggiornato. L’America, pur superpotenza, non avrà i mezzi per controllare simultaneamente l’emergere di giganti nazionalisti quali la Cina e l’India, l’instabilità del mondo islamico, il disordine totale dell’Africa, ecc.. Mentre la convergenza tra America ed Ue avrà la forza militare ed economica per farlo. Il punto: senza un pilastro centrale euroamericano il mercato globale si frammenterebbe in blocchi continentali che sarebbe difficile armonizzare attraverso i legami deboli delle organizzazioni multilaterali. Tale scenario porterebbe a maggiori instabilità nel commercio mondiale, con rischi gravi di perdite di ricchezza per tutti. E ad un tentativo da parte dell’America di agire unilateralmente per evitarle. Ma, appunto, non ne ha la forza e tale iniziativa "imperiale" provocherebbe più controreazioni che ordine, comunque alti costi. Un’unione euroamericana, invece, avrebbe la scala sufficiente per attuare con successo, a costi tollerabili perché condivisi, tre tipi di politiche ordinatrici: (a) incentivare la Russia a farsi cooptare entro l’ordinatore occidentale perché non avrebbe alternative di terza forza, costruendo così un nucleo di potenza a cui le pur enormi Cina ed India dovrebbero sottostare; (b) agire come una polizia internazionale molto efficace sia per capacità militare sia per legittimità politica e morale (l’area delle democrazie che cerca di modernizzare quella dove non ci sono o sono meno evolute); (c) poter usare molto di più la carota, e non solo il bastone, per finanziare la pace e l’occidentalizzazione grazie alle maggiori risorse economiche generate da una convergenza bicontinentale. In sintesi, le simulazioni mostrano che tale direzione storica è quella che assicura maggiore probabilità di ricchezza e stabilità al pianeta intero. Con la buona notizia che ancora per un decennio, circa, l’America potrà farcela da sola a tenere in ordine il mondo rendendo non necessaria una convergenza a tappe forzate con gli europei. Che sarebbe impossibile viste le correnti diversità sia tecniche sia politiche. Quindi si potrà gradualizzare passo dopo passo la formazione della Pax euroamericana. Questo è il motivo per cui i pensatoi occidentalisti hanno raccomandato di non punire la Francia per i suoi recenti tradimenti ed imbecillità geopolitiche. Pian pianino anche Parigi convergerà, inutile umiliarla. Divertente che gli eurovecchi Chirac e De Villepin siano stati salvati da uno scenario futurizzante.

(c) 2003 Carlo Pelanda
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