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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2001-9-22

22/9/2001

La strategia è raffinata, ma il mercato non la capisce e dovrà essere semplificata

  Lo scenario economico è complicato non tanto dai noti motivi generali di incertezza, ma da un problema comunicativo specifico dell’operazione Giustizia infinita. Il mercato non riesce a capirne i termini e le possibili conseguenze e sconta tendenzialmente al ribasso tale sensazione di ambiguità (sia investitori sia consumatori). Per questo l’azione ordinatrice globale potrebbe venir pregiudicata da una depressione economica mondiale innescata da una crisi di fiducia. In effetti l’operazione è molto raffinata, ma non facilmente leggibile ai più. Il suo scopo finale, in prima formulazione, è l’imposizione di un nuovo standard globale. Nessuno Stato potrà essere fonte di rischi per la sicurezza complessiva. E per esserne sicuri, i guardiani occidentali dovranno poter vigilare in forma intrusiva, di fatto condizionando le sovranità. L’obiettivo non è inutilmente ambizioso, ma razionale in relazione alla minimizzazione del caso peggiore. L’unico modo, infatti, per evitare che un terrorista piazzi da qualche parte una bomba nucleare o l’equivalente biologico è quello di tenere sotto controllo tutti gli Stati che possono produrre tali tecnologie e vincolarli, uno per uno, al presidio antiterroristico interno e al buon comportamento. Ciò implica la costruzione di una nuova architettura internazionale permanente, con al centro un’Alleanza forte, e non solo la cancellazione delle reti terroristiche, pur questa necessaria “Fase 1”. Il potenziale militare americano, con qualche spruzzo alleato, resterà dispiegato a lungo per fornire la componente “bastone” a sostegno della pressione diplomatica continua. Tecnicamente, significa poter attuare blitz selettivi con alta probabilità di successo perché si fa cadere da un ombrello di superiorità “in atto” una sorpresa dove e quando serve. L’idea non è quella di sparare o rovesciare regimi a casaccio, ma di costringerli ad “arrendersi” e ad accettare per dissuasione il nuovo standard. Concetto, appunto, raffinatissimo, ma troppo complesso. Lo staff di Bush ha colto il problema e in questi giorni è massimo lo sforzo per comunicare meglio al mercato la bontà della strategia. Ma sarà difficilissimo far capire che proprio l’”infinitezza”  (e segretezza) dell’operazione Giustizia permette una minimizzazione della violenza, e quindi dei rischi e costi che teme il mercato. Questo vuole soluzioni in tempi brevi, determinabili e chiare. L’esatto contrario dell’operazione congegnata. Forse Bush riuscirà a renderla convincente, ma è inevitabile che l’azione dovrà essere “finitizzata” in qualche modo. Ciò implicherà più violenza diretta e televisizzabile oppure obiettivi meno ambiziosi.

(c) 2001 Carlo Pelanda
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