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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2002-1-12

12/1/2002

La New economy non è morta, ma è passata dal boom verticale a quello orizzontale, non meno frizzante in prospettiva

La Nuova economia è stata un un’anomalia irripetibile o l’inizio di un nuovo paradigma che continuerà? Se ne discute da mesi nei think tank. Il dubbio è esploso sulle pagine del Wall Street Journal prima di Natale. Molti guru lo hanno trasformato in profezia postepocale: la ripresa americana sarà lenta in quanto non potrà ripetersi il boom “newista” del 1996-2000, specialmente l’entusiasmo della novità che ha attratto un’ondata di nuovi investimenti sul tech e dintorni. Più importante, tale pessimismo a breve ha ridato fiato a tutti coloro che all’interno della Fed hanno da sempre sostenuto o che l’incremento della produttività era più dovuto al dollaro superforte che alla tecnologia oppure che si trattava di fenomeno aleatorio. Ciò agita non poco la scenaristica di medio periodo. Capitan Grenspan comunica la fiducia su incrementi di produttività forti e tali da mantenere piuttosto elevato – tra il 3 ed il 4% - lo spazio per una crescita non inflazionistica. Ma se hanno ragione o quelli che negano l’effetto prevalente della tecnologia sulla produttività oppure gli “anomalisti”, allora  tale spazio sarà probabilmente minore. La ripresa porterà più inflazione di quanto previsto e quindi ad un rialzo anticipato dei tassi monetari, killer della crescita. Che se sfangherà un 2% medio nel triennio sarà tanto. Insufficiente per il sistema americano e, soprattutto, per il suo effetto locomotiva sul globo e, quindi, per la forza del dollaro. Tale è il tormentone. Il mercato finanziario lo sta interpretando come “mancanza di direzione”. Questa rubrica ritiene di poter scommettere su uno scenario relativamente più ottimistico. Perché la rivoluzione della tecnologia dell’informazione sta continuando in termini di newizzazione lenta della old economy. L’anomalia è stata quella di  pensare che potesse essere più veloce. Ma non lo è il ritenere funzionante il paradigma. Basta vederlo di sviluppo più lento, con forse un minore effetto, ma comunque rilevante, sulla produttività e lo si trova esattamente così nei dati reali correnti. Il tormentone può essere risolto annotando che la New economy ha esaurito lo sviluppo verticale, ma sta diffondendosi bene in orizzontale. Cosa vuol dire in pratica? Che non si ripeterà quel boom, ma la crescita futura sarà comunque robusta entro una newizzazione lenta, ma sempre più diffusa e costante. E le bolle, senza le quali il mercato finanziario non sa come guadagnare? Quando tutto il sistema economico sarà più futurizzato diventerà base di lancio per mille e non solo una per volta. Infatti il come moderare la frenesia bollista dovrebbe essere il  tormentone “next” (2003) più preoccupante.

(c) 2002 Carlo Pelanda
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