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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2000-12-9

9/12/2000

La NATO richia di diventare un relitto e l’Impero non ha mosse facili per controllare gli europei

Il vertice di Nizza fornisce un dato chiaro ed importante. L’UE fa molta fatica ad andare avanti, ma indietro non va. E ciò fa prevedere che, prima o poi, emergerà un euroblocco sufficientemente solido. A Washington si sono finalmente accorti che l’Europa non va valutata per quello che riesce a fare nel presente, ma in base ad una sua peculiare meccanica di "fondamento negativo" che, pur dandole solo una colla e non una missione, la spingerà comunque a diventare un soggetto geopolitico strutturato entro quindici anni. La prima preoccupazione riguarda il destino della Nato, cioè dello strumento con il quale l’Impero esercita la propria influenza nell’europrovincia. Fino a poco fa al Pentagono si pensava che, per tenerne il controllo, bastava mettere un inglese (George Robertson) al vertice della Nato. E che la massima priorità era quella di ottenere dagli europei più efficienza militare per rendere interoperabili le loro forze con quelle americane. Con lo scopo di impegnare meno le seconde facendo fare ai primi più lavoro sporco (e costoso), cioè di ascarizzarli per azioni nel Mediterraneo, in Africa e nell’Asia centrale. In tale ottica era ben vista una maggiore integrazione militare europea entro la Nato. Ma, poche settimane fa, il Regno Unito, invece di eseguire il compito di tutore degli interessi americani, si è unito alla Francia per pilotare un disegno di forza militare europea (formalizzato a Nizza) che eccedeva i limiti di autonomia posti dagli americani. E questi, facendo un po’ di conti - cioè l’euroscenario detto sopra combinato con la svolta inglese - hanno intravisto una prospettiva di lento, ma inesorabile, annullamento di fatto della Nato. William Cohen, lunedì scorso, ha manifestato con durezza senza precedenti l’irritazione dell’Impero in un vertice dell’Alleanza a Bruxelles: di questo passo la Nato diventerà un relitto. Il governo inglese ha fatto sapere informalmente che, in realtà, la costruzione di una forza autonoma europea era vista come riassicurazione contro il pericolo di neoisolazionismo americano. Ma, in realtà, si sa che l’Amministrazione Bush perseguirà ben altro disegno: rafforzare l’Impero facendo lavorare di più e meglio coordinati i vassalli e non certo ridurne l’intrusività negli affari mondiali. La verità è che Londra ritiene ormai certo l’emergere di un potere europeo e preferisce giocarvi dentro piuttosto che esserne l’argine. Ora l’Impero sarà costretto a reagire. Mosse possibili. Aspettare che Blair cada magari dandogli una spinta: opzione debole perché un governo conservatore rallenterebbe la tendenza, ma non la cambierebbe. Mettere gli europei in qualche guaio militare grosso per convincerli della necessità dell’ombrello americano: probabile, ma non risolutiva. Cercare di spaccare l’Unione: troppo pericolosa. Allearsi con la Russia per contenere gli europei: prevista, ma prematura. Rifare in forma bilaterale e paritetica l’Alleanza atlantica: caso migliore, ma anche il più improbabile attualmente.

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