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Carlo A. Pelanda
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Il Foglio

2000-9-23

23/9/2000

Con piu’ elettronica e comodita’ nell’arte militare rischiamo di avere soldati incapaci di fare la guerra

Generazione Y. Nel biennio 1998-99 circa il 40% dei giovani reclutati nelle Forze armate statunitensi (a base professionale) non ha completato il primo periodo di servizio. Con l’unica eccezione del blasonato Corpo dei Marines, sempre roccioso e gettonato. Tale crisi ha avuto due motivi principali: (a) il tasso di disoccupazione sceso al 4% per il boom economico ha fornito ai giovanissimi non-figli-di-papa’ (sotto i 22 anni) altre opportunita’ di lavoro meno faticose e meglio remunerate; (b) molte reclute hanno rifiutato lo stile tradizionale della vita militare. Il Pentagono sta velocemente correndo ai ripari adattando le istituzioni militari per riattrarre i giovanissimi. Questi, per esempio, abituati ad Internet e quindi ad avere in tempo reale le informazioni, non sopportano i comandi del tipo “fallo e basta”, senza spiegazioni. E l’Esercito, oltre ad offrire piu’ benefici economici, ha modificato le procedure di comando in senso piu’ interattivo ed esplicativo. Riforma delicatissima perche’ la cosiddetta “stupidita’ militare”, cioe’ l’obbedienza acritica ed immediata a qualsiasi ordine e’ tutto meno che stupida: e’ il meccanismo fondamentale di ordinamento e gestione efficienti della truppa. Inoltre, ha perfino abolito il capitolo AR670-1 del regolamento: d’ora in poi militari potranno portare l’orecchino quando non sono in divisa. Come mai tanta cedevolezza? Carolina del Sud, campo di addestramento. Gli ufficiali sono baby boomers dai 30 ai 50 anni. Il sistema di gestione elettronica del campo di battaglia va in tilt. Il sergente di 26 anni (generazione X) cerca di riattivarla. Non ci riesce. Gli ufficiali intervengono, ma non ci capiscono un’acca. Entra in scena un soldato di 19 anni e con tre tocchi resetta il sistema, lo riavvia e lo riprogramma. ”Sir, prompt Sir”, sfotte. La generazione Y e’ in sintonia naturale con i sistemi dell’era digitale. Poiche’ la guerra si fa sempre piu’ via mezzi elettronici e’ ovvio che nessun prezzo sia troppo alto per tenersi questi e-ragazzini: il giovanissimo sa piu’ dell’anziano. La Marina, con il programma “Sailor 21”, addirittura sta cambiando la struttura delle navi di battaglia: camere singole per i marinai, computer e collegamenti in banda larga personali. A questi giovani soldati servire la patria non interessa e valutano solo quali siano i benefici e le comodita’ per loro. E’ un trend generale. In Italia tale problema non c’e’ ancora perche’ il paese ha molte sacche di poverta’ assoluta, cosa che stimola l’offerta di lavoro militare, e comunque non c’e’ molta elettronica nei nostri sistemi bellici (ne’ a scuola). Ma ci sara’. Dovremo anche noi coccolare allo stesso modo i giovani e-marmittoni? Raccomando altre vie: ripristinare l’amor di patria, il desiderio di eccellere nella durezza delle prove. La guerra e’ un arte aguzza. Addolcirne la punta implica il non farla bene. La sicurezza della comunita’, anche nella crescente robotizzazione dei sistemi militari, richiede comunque soldati comandati a bacchetta che vogliano e sappiano sbudellare per difenderci. Non e-mammole.

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