Giochi e lotterie stanno diventando un mercato di rilievo anche in Italia. Il Lotto incassa 12.309 miliardi corrispondenti al 46% del mercato specifico. Il Superenalotto, in un solo anno, é passato dall'1,1 al 15,2%. Mentre il tradizionale Totocalcio é sceso al 6,8% dalla quota del 16% che deteneva nel 1995. La combinazione degli ultimi due dati fa intendere che gli italiani siano meno attratti da giochi dove il caso può essere ridotto da scommesse razionali e che impegnano la mente, tipo la "schedina", a favore di concorsi più semplificati e dove il colpo di fortuna e pressoché puro, ovvero meno condizionabile. Inoltre appare evidente che il pubblico trovi attraente la prospettiva di una grande vincita, tipo un jackpot di ventidue miliardi come quello in palio nell'ultima estrazione del Superenalotto. A contrario, in un gioco come il Totocalcio dove pur nell'alta imprevedibilità alcuni risultati possono essere inquadrati, tende ad aumentare il numero dei vincitori e, quindi, a ridursi l'ammontare della singola vincita. Infatti, anche per questo, é sempre meno frequentato. In sintesi, si sta configurando in Italia una domanda crescente di (a) giochi semplificati, (b) a casualità incomprimibile e (c) ad alto premio. Il Ministero delle finanze, grande beneficiario di questo mercato, se ne é accorto e ha annunciato l'offerta di un nuovo gioco che corrisponde proprio a queste caratteristiche: il Bingo. Si tratta di una lotteria del tipo di quelle che si giocano in famiglia, da svolgersi in sale specializzate, ampie al punto da poter contenere fino a 500 persone, e con estrazioni a ciclo continuo, ogni dieci minuti. Il Ministero ha enfatizzato il fatto che il nuovo gioco non toglierà quote di mercato agli altri e che, di conseguenza, favorirà un'espansione assoluta del mercato stesso. In effetti Il gioco a estrazione continua é in grado di conquistare una nuova fascia di pubblico che adesso non partecipa ai concorsi che danno più gettito fiscale allo Stato pur essendo predisposta psicologicamente a partecipare al mercato dell'azzardo. Ma va anche detto che il Bingo, così disegnato, é destinato ad attrarre un gran numero di pensionati, persone marginali o giovani non occupati sia perché é luogo di socializzazione in concorrenza con i tradizionali caffé o osteria sia perché da la possibilità di accedere ad un'illusione di alto profitto impegnando, apparentemente, minime quantità di portafoglio personale, il tutto combinato con una maggiore prospettiva di eccitazione. In sintesi, per la prima volta in Italia la domanda di fortuna come espressa tipicamente dalla parte "debole" della popolazione (ricchezza attraverso magia) trova un'offerta di elevata efficienza industriale che, stimolando la prima, é in grado di sfruttarla più a fondo e a livello di massa. Finora tale fenomeno, già presente da decenni negli Stati Uniti, da noi non era visibile per mancanza di offerta. Per esempio, non ci sono migliaia di sale piene di slot machine o centinaia di casinò e quindi non abbiamo visto milioni di persone cadere nelle patologie di dipendenza dal gioco. Adesso la nuova offerta del Bingo espone parte della popolazione italiana, quella classificata "debole" in particolare, a questo rischio che nel mondo del Totocalcio e del Lotto era minimo. Cerchiamo di capire come valutarlo.

L'analisi del caso americano, pur facendo i dovuti distinguo comparativi, porterebbe a definire un rischio molto elevato. Il mercato complessivo del gioco sottoposto a controllo legale ha un giro d'affari - enorme- di circa 650 miliardi di dollari. La Harvard Medical School stima che l'1% della popolazione adulta (circa due milioni di persone) ed il 6% dei giovani soffra di patologie gravissime di dipendenza dal gioco (compulsive gamblers) mentre il 3% di adulti ed il 15% di giovani mostri sintomi di gravità media (problem gamblers). Dove il mercato del gioco é più innovativo ed effervescente - lotterie o partite via internet con nuove estrazioni o mani ogni pochi minuti- il livello di patologia, tipo dipendenza ipnotica, aumenta al punto di prendere il nomignolo di "video crack" (così é chiamato il "New York Quick Draw"). Sono decine ormai le commissioni pubbliche dedicate alla gestione dei problemi sociali generati dal mercato d'azzardo di massa. Il che fa capire quale costo sociale esista a fronte del gettito generato da un così e ampio partecipato mercato dell'azzardo. D'altra parte, dati di fonte inglese, dove un gioco simile al Bingo é in attività da molto tempo, mostrano un minore impatto sociale negativo pur essendoci una certa densità di patologie. Da questi, ed altri, dati é difficile estrarre un suggerimento per valutare precisamente la prospettiva di rischio in Italia. Ma si può stabilire che un eccesso di offerta di giochi catturi la parte debole di una popolazione esponendola al rischio di patologie, tipo dipendenza ossessiva e spesa per il gioco superiore ai mezzi posseduti. Tale considerazione di buon senso dovrebbe indurre il Ministero delle finanze a calcolare uno scenario di impatto sociale del Bingo, visto che é una discontinuità con i giochi finora fatti in Italia. Ma forse Visco, peraltro nel tipico conflitto di interessi di tutti gli Stati tra gettito e moralità, teme più di perdere tasse che teste.

" /> Giochi e lotterie stanno diventando un mercato di rilievo anche in Italia. Il Lotto incassa 12.309 miliardi corrispondenti al 46% del mercato specifico. Il Superenalotto, in un solo anno, é passato dall'1,1 al 15,2%. Mentre il tradizionale Totocalcio é sceso al 6,8% dalla quota del 16% che deteneva nel 1995. La combinazione degli ultimi due dati fa intendere che gli italiani siano meno attratti da giochi dove il caso può essere ridotto da scommesse razionali e che impegnano la mente, tipo la "schedina", a favore di concorsi più semplificati e dove il colpo di fortuna e pressoché puro, ovvero meno condizionabile. Inoltre appare evidente che il pubblico trovi attraente la prospettiva di una grande vincita, tipo un jackpot di ventidue miliardi come quello in palio nell'ultima estrazione del Superenalotto. A contrario, in un gioco come il Totocalcio dove pur nell'alta imprevedibilità alcuni risultati possono essere inquadrati, tende ad aumentare il numero dei vincitori e, quindi, a ridursi l'ammontare della singola vincita. Infatti, anche per questo, é sempre meno frequentato. In sintesi, si sta configurando in Italia una domanda crescente di (a) giochi semplificati, (b) a casualità incomprimibile e (c) ad alto premio. Il Ministero delle finanze, grande beneficiario di questo mercato, se ne é accorto e ha annunciato l'offerta di un nuovo gioco che corrisponde proprio a queste caratteristiche: il Bingo. Si tratta di una lotteria del tipo di quelle che si giocano in famiglia, da svolgersi in sale specializzate, ampie al punto da poter contenere fino a 500 persone, e con estrazioni a ciclo continuo, ogni dieci minuti. Il Ministero ha enfatizzato il fatto che il nuovo gioco non toglierà quote di mercato agli altri e che, di conseguenza, favorirà un'espansione assoluta del mercato stesso. In effetti Il gioco a estrazione continua é in grado di conquistare una nuova fascia di pubblico che adesso non partecipa ai concorsi che danno più gettito fiscale allo Stato pur essendo predisposta psicologicamente a partecipare al mercato dell'azzardo. Ma va anche detto che il Bingo, così disegnato, é destinato ad attrarre un gran numero di pensionati, persone marginali o giovani non occupati sia perché é luogo di socializzazione in concorrenza con i tradizionali caffé o osteria sia perché da la possibilità di accedere ad un'illusione di alto profitto impegnando, apparentemente, minime quantità di portafoglio personale, il tutto combinato con una maggiore prospettiva di eccitazione. In sintesi, per la prima volta in Italia la domanda di fortuna come espressa tipicamente dalla parte "debole" della popolazione (ricchezza attraverso magia) trova un'offerta di elevata efficienza industriale che, stimolando la prima, é in grado di sfruttarla più a fondo e a livello di massa. Finora tale fenomeno, già presente da decenni negli Stati Uniti, da noi non era visibile per mancanza di offerta. Per esempio, non ci sono migliaia di sale piene di slot machine o centinaia di casinò e quindi non abbiamo visto milioni di persone cadere nelle patologie di dipendenza dal gioco. Adesso la nuova offerta del Bingo espone parte della popolazione italiana, quella classificata "debole" in particolare, a questo rischio che nel mondo del Totocalcio e del Lotto era minimo. Cerchiamo di capire come valutarlo.

L'analisi del caso americano, pur facendo i dovuti distinguo comparativi, porterebbe a definire un rischio molto elevato. Il mercato complessivo del gioco sottoposto a controllo legale ha un giro d'affari - enorme- di circa 650 miliardi di dollari. La Harvard Medical School stima che l'1% della popolazione adulta (circa due milioni di persone) ed il 6% dei giovani soffra di patologie gravissime di dipendenza dal gioco (compulsive gamblers) mentre il 3% di adulti ed il 15% di giovani mostri sintomi di gravità media (problem gamblers). Dove il mercato del gioco é più innovativo ed effervescente - lotterie o partite via internet con nuove estrazioni o mani ogni pochi minuti- il livello di patologia, tipo dipendenza ipnotica, aumenta al punto di prendere il nomignolo di "video crack" (così é chiamato il "New York Quick Draw"). Sono decine ormai le commissioni pubbliche dedicate alla gestione dei problemi sociali generati dal mercato d'azzardo di massa. Il che fa capire quale costo sociale esista a fronte del gettito generato da un così e ampio partecipato mercato dell'azzardo. D'altra parte, dati di fonte inglese, dove un gioco simile al Bingo é in attività da molto tempo, mostrano un minore impatto sociale negativo pur essendoci una certa densità di patologie. Da questi, ed altri, dati é difficile estrarre un suggerimento per valutare precisamente la prospettiva di rischio in Italia. Ma si può stabilire che un eccesso di offerta di giochi catturi la parte debole di una popolazione esponendola al rischio di patologie, tipo dipendenza ossessiva e spesa per il gioco superiore ai mezzi posseduti. Tale considerazione di buon senso dovrebbe indurre il Ministero delle finanze a calcolare uno scenario di impatto sociale del Bingo, visto che é una discontinuità con i giochi finora fatti in Italia. Ma forse Visco, peraltro nel tipico conflitto di interessi di tutti gli Stati tra gettito e moralità, teme più di perdere tasse che teste.

"/> Giochi e lotterie stanno diventando un mercato di rilievo anche in Italia. Il Lotto incassa 12.309 miliardi corrispondenti al 46% del mercato specifico. Il Superenalotto, in un solo anno, é passato dall'1,1 al 15,2%. Mentre il tradizionale Totocalcio é sceso al 6,8% dalla quota del 16% che deteneva nel 1995. La combinazione degli ultimi due dati fa intendere che gli italiani siano meno attratti da giochi dove il caso può essere ridotto da scommesse razionali e che impegnano la mente, tipo la "schedina", a favore di concorsi più semplificati e dove il colpo di fortuna e pressoché puro, ovvero meno condizionabile. Inoltre appare evidente che il pubblico trovi attraente la prospettiva di una grande vincita, tipo un jackpot di ventidue miliardi come quello in palio nell'ultima estrazione del Superenalotto. A contrario, in un gioco come il Totocalcio dove pur nell'alta imprevedibilità alcuni risultati possono essere inquadrati, tende ad aumentare il numero dei vincitori e, quindi, a ridursi l'ammontare della singola vincita. Infatti, anche per questo, é sempre meno frequentato. In sintesi, si sta configurando in Italia una domanda crescente di (a) giochi semplificati, (b) a casualità incomprimibile e (c) ad alto premio. Il Ministero delle finanze, grande beneficiario di questo mercato, se ne é accorto e ha annunciato l'offerta di un nuovo gioco che corrisponde proprio a queste caratteristiche: il Bingo. Si tratta di una lotteria del tipo di quelle che si giocano in famiglia, da svolgersi in sale specializzate, ampie al punto da poter contenere fino a 500 persone, e con estrazioni a ciclo continuo, ogni dieci minuti. Il Ministero ha enfatizzato il fatto che il nuovo gioco non toglierà quote di mercato agli altri e che, di conseguenza, favorirà un'espansione assoluta del mercato stesso. In effetti Il gioco a estrazione continua é in grado di conquistare una nuova fascia di pubblico che adesso non partecipa ai concorsi che danno più gettito fiscale allo Stato pur essendo predisposta psicologicamente a partecipare al mercato dell'azzardo. Ma va anche detto che il Bingo, così disegnato, é destinato ad attrarre un gran numero di pensionati, persone marginali o giovani non occupati sia perché é luogo di socializzazione in concorrenza con i tradizionali caffé o osteria sia perché da la possibilità di accedere ad un'illusione di alto profitto impegnando, apparentemente, minime quantità di portafoglio personale, il tutto combinato con una maggiore prospettiva di eccitazione. In sintesi, per la prima volta in Italia la domanda di fortuna come espressa tipicamente dalla parte "debole" della popolazione (ricchezza attraverso magia) trova un'offerta di elevata efficienza industriale che, stimolando la prima, é in grado di sfruttarla più a fondo e a livello di massa. Finora tale fenomeno, già presente da decenni negli Stati Uniti, da noi non era visibile per mancanza di offerta. Per esempio, non ci sono migliaia di sale piene di slot machine o centinaia di casinò e quindi non abbiamo visto milioni di persone cadere nelle patologie di dipendenza dal gioco. Adesso la nuova offerta del Bingo espone parte della popolazione italiana, quella classificata "debole" in particolare, a questo rischio che nel mondo del Totocalcio e del Lotto era minimo. Cerchiamo di capire come valutarlo.

L'analisi del caso americano, pur facendo i dovuti distinguo comparativi, porterebbe a definire un rischio molto elevato. Il mercato complessivo del gioco sottoposto a controllo legale ha un giro d'affari - enorme- di circa 650 miliardi di dollari. La Harvard Medical School stima che l'1% della popolazione adulta (circa due milioni di persone) ed il 6% dei giovani soffra di patologie gravissime di dipendenza dal gioco (compulsive gamblers) mentre il 3% di adulti ed il 15% di giovani mostri sintomi di gravità media (problem gamblers). Dove il mercato del gioco é più innovativo ed effervescente - lotterie o partite via internet con nuove estrazioni o mani ogni pochi minuti- il livello di patologia, tipo dipendenza ipnotica, aumenta al punto di prendere il nomignolo di "video crack" (così é chiamato il "New York Quick Draw"). Sono decine ormai le commissioni pubbliche dedicate alla gestione dei problemi sociali generati dal mercato d'azzardo di massa. Il che fa capire quale costo sociale esista a fronte del gettito generato da un così e ampio partecipato mercato dell'azzardo. D'altra parte, dati di fonte inglese, dove un gioco simile al Bingo é in attività da molto tempo, mostrano un minore impatto sociale negativo pur essendoci una certa densità di patologie. Da questi, ed altri, dati é difficile estrarre un suggerimento per valutare precisamente la prospettiva di rischio in Italia. Ma si può stabilire che un eccesso di offerta di giochi catturi la parte debole di una popolazione esponendola al rischio di patologie, tipo dipendenza ossessiva e spesa per il gioco superiore ai mezzi posseduti. Tale considerazione di buon senso dovrebbe indurre il Ministero delle finanze a calcolare uno scenario di impatto sociale del Bingo, visto che é una discontinuità con i giochi finora fatti in Italia. Ma forse Visco, peraltro nel tipico conflitto di interessi di tutti gli Stati tra gettito e moralità, teme più di perdere tasse che teste.

" />



 ENGLISH VERSION


 VITA
  Biografia    Gallery     Interviste    Premi     CPTV

 PUBBLICAZIONI

  Libri    Saggi    Ricerche
  Articoli dal 1998

 LETTERE

  Scrivi a CP
  Leggi le lettere    Archivio

 CERCA


Carlo A. Pelanda
menu
fb Tw g+ print

Il Foglio

1999-2-12

12/2/1999

C'è il rischio che il Bingo crei troppi bonghi

Giochi e lotterie stanno diventando un mercato di rilievo anche in Italia. Il Lotto incassa 12.309 miliardi corrispondenti al 46% del mercato specifico. Il Superenalotto, in un solo anno, é passato dall'1,1 al 15,2%. Mentre il tradizionale Totocalcio é sceso al 6,8% dalla quota del 16% che deteneva nel 1995. La combinazione degli ultimi due dati fa intendere che gli italiani siano meno attratti da giochi dove il caso può essere ridotto da scommesse razionali e che impegnano la mente, tipo la "schedina", a favore di concorsi più semplificati e dove il colpo di fortuna e pressoché puro, ovvero meno condizionabile. Inoltre appare evidente che il pubblico trovi attraente la prospettiva di una grande vincita, tipo un jackpot di ventidue miliardi come quello in palio nell'ultima estrazione del Superenalotto. A contrario, in un gioco come il Totocalcio dove pur nell'alta imprevedibilità alcuni risultati possono essere inquadrati, tende ad aumentare il numero dei vincitori e, quindi, a ridursi l'ammontare della singola vincita. Infatti, anche per questo, é sempre meno frequentato. In sintesi, si sta configurando in Italia una domanda crescente di (a) giochi semplificati, (b) a casualità incomprimibile e (c) ad alto premio. Il Ministero delle finanze, grande beneficiario di questo mercato, se ne é accorto e ha annunciato l'offerta di un nuovo gioco che corrisponde proprio a queste caratteristiche: il Bingo. Si tratta di una lotteria del tipo di quelle che si giocano in famiglia, da svolgersi in sale specializzate, ampie al punto da poter contenere fino a 500 persone, e con estrazioni a ciclo continuo, ogni dieci minuti. Il Ministero ha enfatizzato il fatto che il nuovo gioco non toglierà quote di mercato agli altri e che, di conseguenza, favorirà un'espansione assoluta del mercato stesso. In effetti Il gioco a estrazione continua é in grado di conquistare una nuova fascia di pubblico che adesso non partecipa ai concorsi che danno più gettito fiscale allo Stato pur essendo predisposta psicologicamente a partecipare al mercato dell'azzardo. Ma va anche detto che il Bingo, così disegnato, é destinato ad attrarre un gran numero di pensionati, persone marginali o giovani non occupati sia perché é luogo di socializzazione in concorrenza con i tradizionali caffé o osteria sia perché da la possibilità di accedere ad un'illusione di alto profitto impegnando, apparentemente, minime quantità di portafoglio personale, il tutto combinato con una maggiore prospettiva di eccitazione. In sintesi, per la prima volta in Italia la domanda di fortuna come espressa tipicamente dalla parte "debole" della popolazione (ricchezza attraverso magia) trova un'offerta di elevata efficienza industriale che, stimolando la prima, é in grado di sfruttarla più a fondo e a livello di massa. Finora tale fenomeno, già presente da decenni negli Stati Uniti, da noi non era visibile per mancanza di offerta. Per esempio, non ci sono migliaia di sale piene di slot machine o centinaia di casinò e quindi non abbiamo visto milioni di persone cadere nelle patologie di dipendenza dal gioco. Adesso la nuova offerta del Bingo espone parte della popolazione italiana, quella classificata "debole" in particolare, a questo rischio che nel mondo del Totocalcio e del Lotto era minimo. Cerchiamo di capire come valutarlo.

L'analisi del caso americano, pur facendo i dovuti distinguo comparativi, porterebbe a definire un rischio molto elevato. Il mercato complessivo del gioco sottoposto a controllo legale ha un giro d'affari - enorme- di circa 650 miliardi di dollari. La Harvard Medical School stima che l'1% della popolazione adulta (circa due milioni di persone) ed il 6% dei giovani soffra di patologie gravissime di dipendenza dal gioco (compulsive gamblers) mentre il 3% di adulti ed il 15% di giovani mostri sintomi di gravità media (problem gamblers). Dove il mercato del gioco é più innovativo ed effervescente - lotterie o partite via internet con nuove estrazioni o mani ogni pochi minuti- il livello di patologia, tipo dipendenza ipnotica, aumenta al punto di prendere il nomignolo di "video crack" (così é chiamato il "New York Quick Draw"). Sono decine ormai le commissioni pubbliche dedicate alla gestione dei problemi sociali generati dal mercato d'azzardo di massa. Il che fa capire quale costo sociale esista a fronte del gettito generato da un così e ampio partecipato mercato dell'azzardo. D'altra parte, dati di fonte inglese, dove un gioco simile al Bingo é in attività da molto tempo, mostrano un minore impatto sociale negativo pur essendoci una certa densità di patologie. Da questi, ed altri, dati é difficile estrarre un suggerimento per valutare precisamente la prospettiva di rischio in Italia. Ma si può stabilire che un eccesso di offerta di giochi catturi la parte debole di una popolazione esponendola al rischio di patologie, tipo dipendenza ossessiva e spesa per il gioco superiore ai mezzi posseduti. Tale considerazione di buon senso dovrebbe indurre il Ministero delle finanze a calcolare uno scenario di impatto sociale del Bingo, visto che é una discontinuità con i giochi finora fatti in Italia. Ma forse Visco, peraltro nel tipico conflitto di interessi di tutti gli Stati tra gettito e moralità, teme più di perdere tasse che teste.

(c) 1999 Carlo Pelanda
FB TW G+

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: public@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli