Biomachia, fronte agricoltura, battaglia della etichettatura dei cibi contenenti elementi geneticamente manipolati. La colonna di attacco "Monsanto" é stata clamorosamente distrutta. La sua strategia di invasione dello scacchiere agrobiologico planetario si é dimostrata sbagliata, un suicidio. Inizialmente il lobbying per evitare una distinzione tra cibi modificati e no aveva avuto un facile successo durante l'amminstrazione Bush. La Food & Drug Administration (FDA) aveva deciso che non c'erano motivi per segnalare in modo particolare i semi di soia e di grano reingegnerizzati per resistere alle malattie. Infatti quelle manipolazioni non erano e non sono assolutamente pericolose. Semi più robusti avrebbero ridotto l'uso di pesticidi e il loro impatto econtaminante complessivo. Gli agricoltori avrebbero potuto raddoppiare i volumi delle colture. Gli strateghi delle industrie biotecnologiche erano perfettamente al corrente del fatto che gli ecologisti si sarebbero mobilitati contro l'ingegneria genetica. Ma hanno ritenuto che la "strategia del silenzio" sarebbe bastata per evitare guai. Sapevano che l'ingegneria genetica non é idea ancora stabilizzata e che é carica di simbologia negativa. Se se ne parla, lo scenario più probabile e che la gente la rifiuti. Quindi hanno deciso di attuare una manovra di Blitzkrieg: invadere prima che qualcuno se ne accorga. Errore clamoroso. I raffinati guerrieri verdi li hanno infilati come dei tordi. Hanno posto il problema dell'etichettatura, cioé della trasparenza, contro un avversario che si é trovato intrappolato nel dover difendere l'opacità. E, con molta intelligenza, non hanno demonizzato direttamente i prodotti transgenetici. Sapevano e sanno che l'analisi scientifica ne dimostrerebbe l'innocuità e l'utilità. Hanno solo detto che il consumatore ha il diritto di sapere cosa mangia e ricordato che non possiamo escludere impatti imprevisti a causa delle manipolazioni. Innegabile. Il tracollo é avvenuto quando Monsanto ed altri si sono arroccati nel fortino indifendibile del rifiuto dell'etichettatura. La gente lo ha percepito come volontà di nascondere qualcosa di brutto. Amplificata da un ulteriore brutto errore fatto dalla Monsanto. Mesi fa ha annunciato di voler mettere in commercio dei semi sterili per costringere gli agricoltori a ricomprarli ogni anno. E ha dato il nome di "Terminator" a questo prodotto specifico (poi ritirato). Sucidio di immagine che ha dell'incredibile. Infatti l'80% della popolazione occidentale é in favore delle etichette intese come segnale che un cibo é libero da manipolazioni. La Coca Cola, La MacDonald's, la Kellogg e le grandi multinazionali dei cibi per bimbi - che usano tutti prodotti a base transgenica - a questo punto dovranno rassicurare i propri consumatori dichiarandosi "biotech free". La prima biobattaglia é stata perduta dalle forze futurizzanti a causa dell'incompetenza strategica della Monsanto che ha regalato una incredibile vittoria a basso costo a quelle conservatrici. E' utile capire come non perdere la prossima.

Per prima cosa bisogna rendersi conto che lo scopo degli ecoconservatori é quello di evitare nel futuro la biorivoluzione in generale, quella umana in particolare. L'innocuità ed efficacia delle biotecnologie agricole li preoccupava molto in quanto poteva essere un Cavallo di Troia che l'avrebbe favorita. Per questo hanno investito enormi risorse conoscitive nella battaglia. Ad esempio. Hanno studiato a fondo il fenomeno delle "catastrofi comunicative". Dove l'agente minaccioso é invisibile (per esempio radioattività) é molto più facile demonizzare senza far la figura dei demonizzatori. Per questi é stato un gioco da ragazzi infilare i poveri lobbisti della Monsanto che pensavano solo di fare una battaglia settoriale e di poter vincere con la strategia clausewitziana del silenzio e sorpresa. Uno degli ecostrateghi che hanno fatto la regia della battaglia, mio ex-studente, m'ha mandato un'e-mail trionfante: sessantamila dollari di investimenti in conoscenza hanno distrutto quaranta miliardi di dollari di investimenti. Il punto strategico per annullare quaesta grande abilità di gestione simbolica dei conservatori consiste nel riuscire a far passare il consenso sulla biorivoluzione in generale prima di tentare di piazzarne i singoli prodotti settoriali. E per ottenerlo é necessario far conoscere al grande pubblico, con onestà e trasparenza, quali sono i vantaggi certi (moltissimi) e quali i rischi (non escludibili, ma gestibili). In particolare, bisogna togliere agli ecoconservatori qualsiasi spazio di demonizzazione basato sull'opacità. Quale libro dovranno leggersi gli strateghi dell'esercito futurizzante? Non più Clausewitz né Lenin né tantomeno Sun Tsu, ma il Vangelo. E' il più raffinato testo di strategia negli scenari dove l'oggetto della battaglia é il consenso. Insegna come allearsi con il bene. Cosa che Monsanto non ha capito nonostante il nome.

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Per prima cosa bisogna rendersi conto che lo scopo degli ecoconservatori é quello di evitare nel futuro la biorivoluzione in generale, quella umana in particolare. L'innocuità ed efficacia delle biotecnologie agricole li preoccupava molto in quanto poteva essere un Cavallo di Troia che l'avrebbe favorita. Per questo hanno investito enormi risorse conoscitive nella battaglia. Ad esempio. Hanno studiato a fondo il fenomeno delle "catastrofi comunicative". Dove l'agente minaccioso é invisibile (per esempio radioattività) é molto più facile demonizzare senza far la figura dei demonizzatori. Per questi é stato un gioco da ragazzi infilare i poveri lobbisti della Monsanto che pensavano solo di fare una battaglia settoriale e di poter vincere con la strategia clausewitziana del silenzio e sorpresa. Uno degli ecostrateghi che hanno fatto la regia della battaglia, mio ex-studente, m'ha mandato un'e-mail trionfante: sessantamila dollari di investimenti in conoscenza hanno distrutto quaranta miliardi di dollari di investimenti. Il punto strategico per annullare quaesta grande abilità di gestione simbolica dei conservatori consiste nel riuscire a far passare il consenso sulla biorivoluzione in generale prima di tentare di piazzarne i singoli prodotti settoriali. E per ottenerlo é necessario far conoscere al grande pubblico, con onestà e trasparenza, quali sono i vantaggi certi (moltissimi) e quali i rischi (non escludibili, ma gestibili). In particolare, bisogna togliere agli ecoconservatori qualsiasi spazio di demonizzazione basato sull'opacità. Quale libro dovranno leggersi gli strateghi dell'esercito futurizzante? Non più Clausewitz né Lenin né tantomeno Sun Tsu, ma il Vangelo. E' il più raffinato testo di strategia negli scenari dove l'oggetto della battaglia é il consenso. Insegna come allearsi con il bene. Cosa che Monsanto non ha capito nonostante il nome.

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Per prima cosa bisogna rendersi conto che lo scopo degli ecoconservatori é quello di evitare nel futuro la biorivoluzione in generale, quella umana in particolare. L'innocuità ed efficacia delle biotecnologie agricole li preoccupava molto in quanto poteva essere un Cavallo di Troia che l'avrebbe favorita. Per questo hanno investito enormi risorse conoscitive nella battaglia. Ad esempio. Hanno studiato a fondo il fenomeno delle "catastrofi comunicative". Dove l'agente minaccioso é invisibile (per esempio radioattività) é molto più facile demonizzare senza far la figura dei demonizzatori. Per questi é stato un gioco da ragazzi infilare i poveri lobbisti della Monsanto che pensavano solo di fare una battaglia settoriale e di poter vincere con la strategia clausewitziana del silenzio e sorpresa. Uno degli ecostrateghi che hanno fatto la regia della battaglia, mio ex-studente, m'ha mandato un'e-mail trionfante: sessantamila dollari di investimenti in conoscenza hanno distrutto quaranta miliardi di dollari di investimenti. Il punto strategico per annullare quaesta grande abilità di gestione simbolica dei conservatori consiste nel riuscire a far passare il consenso sulla biorivoluzione in generale prima di tentare di piazzarne i singoli prodotti settoriali. E per ottenerlo é necessario far conoscere al grande pubblico, con onestà e trasparenza, quali sono i vantaggi certi (moltissimi) e quali i rischi (non escludibili, ma gestibili). In particolare, bisogna togliere agli ecoconservatori qualsiasi spazio di demonizzazione basato sull'opacità. Quale libro dovranno leggersi gli strateghi dell'esercito futurizzante? Non più Clausewitz né Lenin né tantomeno Sun Tsu, ma il Vangelo. E' il più raffinato testo di strategia negli scenari dove l'oggetto della battaglia é il consenso. Insegna come allearsi con il bene. Cosa che Monsanto non ha capito nonostante il nome.

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1999

Lezioni dalla clamorosa sconfitta della Monsanto nella battaglia per le etichette

Biomachia, fronte agricoltura, battaglia della etichettatura dei cibi contenenti elementi geneticamente manipolati. La colonna di attacco "Monsanto" é stata clamorosamente distrutta. La sua strategia di invasione dello scacchiere agrobiologico planetario si é dimostrata sbagliata, un suicidio. Inizialmente il lobbying per evitare una distinzione tra cibi modificati e no aveva avuto un facile successo durante l'amminstrazione Bush. La Food & Drug Administration (FDA) aveva deciso che non c'erano motivi per segnalare in modo particolare i semi di soia e di grano reingegnerizzati per resistere alle malattie. Infatti quelle manipolazioni non erano e non sono assolutamente pericolose. Semi più robusti avrebbero ridotto l'uso di pesticidi e il loro impatto econtaminante complessivo. Gli agricoltori avrebbero potuto raddoppiare i volumi delle colture. Gli strateghi delle industrie biotecnologiche erano perfettamente al corrente del fatto che gli ecologisti si sarebbero mobilitati contro l'ingegneria genetica. Ma hanno ritenuto che la "strategia del silenzio" sarebbe bastata per evitare guai. Sapevano che l'ingegneria genetica non é idea ancora stabilizzata e che é carica di simbologia negativa. Se se ne parla, lo scenario più probabile e che la gente la rifiuti. Quindi hanno deciso di attuare una manovra di Blitzkrieg: invadere prima che qualcuno se ne accorga. Errore clamoroso. I raffinati guerrieri verdi li hanno infilati come dei tordi. Hanno posto il problema dell'etichettatura, cioé della trasparenza, contro un avversario che si é trovato intrappolato nel dover difendere l'opacità. E, con molta intelligenza, non hanno demonizzato direttamente i prodotti transgenetici. Sapevano e sanno che l'analisi scientifica ne dimostrerebbe l'innocuità e l'utilità. Hanno solo detto che il consumatore ha il diritto di sapere cosa mangia e ricordato che non possiamo escludere impatti imprevisti a causa delle manipolazioni. Innegabile. Il tracollo é avvenuto quando Monsanto ed altri si sono arroccati nel fortino indifendibile del rifiuto dell'etichettatura. La gente lo ha percepito come volontà di nascondere qualcosa di brutto. Amplificata da un ulteriore brutto errore fatto dalla Monsanto. Mesi fa ha annunciato di voler mettere in commercio dei semi sterili per costringere gli agricoltori a ricomprarli ogni anno. E ha dato il nome di "Terminator" a questo prodotto specifico (poi ritirato). Sucidio di immagine che ha dell'incredibile. Infatti l'80% della popolazione occidentale é in favore delle etichette intese come segnale che un cibo é libero da manipolazioni. La Coca Cola, La MacDonald's, la Kellogg e le grandi multinazionali dei cibi per bimbi - che usano tutti prodotti a base transgenica - a questo punto dovranno rassicurare i propri consumatori dichiarandosi "biotech free". La prima biobattaglia é stata perduta dalle forze futurizzanti a causa dell'incompetenza strategica della Monsanto che ha regalato una incredibile vittoria a basso costo a quelle conservatrici. E' utile capire come non perdere la prossima.

Per prima cosa bisogna rendersi conto che lo scopo degli ecoconservatori é quello di evitare nel futuro la biorivoluzione in generale, quella umana in particolare. L'innocuità ed efficacia delle biotecnologie agricole li preoccupava molto in quanto poteva essere un Cavallo di Troia che l'avrebbe favorita. Per questo hanno investito enormi risorse conoscitive nella battaglia. Ad esempio. Hanno studiato a fondo il fenomeno delle "catastrofi comunicative". Dove l'agente minaccioso é invisibile (per esempio radioattività) é molto più facile demonizzare senza far la figura dei demonizzatori. Per questi é stato un gioco da ragazzi infilare i poveri lobbisti della Monsanto che pensavano solo di fare una battaglia settoriale e di poter vincere con la strategia clausewitziana del silenzio e sorpresa. Uno degli ecostrateghi che hanno fatto la regia della battaglia, mio ex-studente, m'ha mandato un'e-mail trionfante: sessantamila dollari di investimenti in conoscenza hanno distrutto quaranta miliardi di dollari di investimenti. Il punto strategico per annullare quaesta grande abilità di gestione simbolica dei conservatori consiste nel riuscire a far passare il consenso sulla biorivoluzione in generale prima di tentare di piazzarne i singoli prodotti settoriali. E per ottenerlo é necessario far conoscere al grande pubblico, con onestà e trasparenza, quali sono i vantaggi certi (moltissimi) e quali i rischi (non escludibili, ma gestibili). In particolare, bisogna togliere agli ecoconservatori qualsiasi spazio di demonizzazione basato sull'opacità. Quale libro dovranno leggersi gli strateghi dell'esercito futurizzante? Non più Clausewitz né Lenin né tantomeno Sun Tsu, ma il Vangelo. E' il più raffinato testo di strategia negli scenari dove l'oggetto della battaglia é il consenso. Insegna come allearsi con il bene. Cosa che Monsanto non ha capito nonostante il nome.

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