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Carlo A. Pelanda
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La Voce di Romagna

1998-4-23

23/4/1998

Eurobanca, primo incidente

Non comincia bene l'avventura della Banca centrale europea. Non sta succedendo nulla di particolarmente grave o imprevisto. Si sapeva da sempre che ci sarebbe stato uno scontro durissimo tra Francia e Germania per chi dei due avrebbe deciso il primo presidente. Ma proprio questo é il punto. La futura Banca è un oggetto sconosciuto. Soprattutto è la prima volta nella storia che si costruisce una banca centrale senza che ci sia un governo a cui questa debba rispondere. E' un po' tutto nuovo. E il mercato é curiosissimo di capire che animale stia nascendo. Il modo migliore per cominciare la strategia di credibilità sarebbe stato quello di fornire una sorpresa positiva al mercato stesso. Tutti si aspettavano un pandemonio tra francesi e tedeschi. Bene, un atto intelligente sarebbe stato quello di risolvere la questione silenziosamente e pacificamente. In anticipo, per costruire una credibilità preventiva. Invece é venuto fuori un negoziato volgare, da banchetta periferica. Io voglio il mio, il tuo no, facciamo a metà, eccetera. Questa settimana é sembrato di assistere al tiramolla tra partiti politici italiani stile anni 80 per nominare un presidente di cassa di risparmio. Anzi, forse quelli erano più abili ed efficienti nella tecnica di accordo-spartizione. Prima occasione persa sul piano della credibilità.

Perché é importante? Più convinco preventivamente il mercato che sono una banca centrale seria, meno questo mi metterà alla prova durante le mie azioni, soprattutto le prime, quando anch'io sto imparando il nuovo mestiere. E più si ha credibilità più si può ricorrere alla moral suasion, cioé ad un modo più semplice, morbido ed indiretto per attuare una politica monetaria. Questa é efficace se il mercato finanziario capisce che non può andare contropelo. E ciò avviene se i due comunicano informalmente, si intendono l'un altro. Soprattuto il banchiere centrale deve farsi saper leggere dal mercato, dare la certezza che userà quei precisi criteri per prendere delle decisioni monetarie.

Uno potrebbe eccepire che, per esempio, Greenspan, presidente della Fed, non ha poi tanta credibilità. E' dal 1996, quando il Dow Jones superò quota 6mila, che prevede fracassi in borsa e promette aumenti dei tassi. Ora siamo a quota 8mila e i tassi sono rimasti quelli (per il futuro si vedrà). Apparentemente questo é un esempio di pessima credibilità, perfino umiliante per Greenspan: quando invita alla prudenza, il mercato fa l'esatto contrario. Ma la realtà é diversa. Greenspan ha la responsabilità di cautelarsi dal caso peggiore. E deve evocarlo. Ma il mercato sa che mai alzerebbe i tassi se i dati reali (inflazione) non lo costringessero. E Greenspan ha comunicato molto bene al mercato quali dati innescherebbero tale decisione. E il mercato gli crede. Sa che a certi numeri corrisponderà un evento preciso. Su questo punto é avvenuta la costruzione di credibilità preventiva. Ognuno se la costruisce a suo modo, basta che ci sia.

Quali cose il mercato chiede al futuro banchiere centrale europeo per riconoscergli credibilità? Due, tra le tante, sembrano prevedibili. La prima é la garanzia di assoluta indipendenza. Ma questa é impossibile in quanto la banca centrale funzionerà di fatto come un governo politico, mancando quello vero. Quindi l'eurobanca avrà tutte le tensioni tipiche di un "sistema politico" vero e proprio, indipendentemente dalla capacità tecnica - sicuramente eccellente- del suo personale direttivo. Tuttavia il mercato si può accontentare di un segnale più debole, ma sostanzioso. Se viene eletto un tedesco, allora si potrà prevedere che l'euromoneta sarà vaccinata almeno in parte contro il malfrancese, cioé quello di tenerla debole per usare la svalutazione competitiva nei confronti del dollaro a sollievo di un sistema industriale poco competitivo sul piano dell'efficienza per costi intrinseci (atteggiamento dichiarato esplicitamente da Jospin). Ma quale tedesco? Uno che possa anche intendersi con le autorità monetarie americana e giapponese. Perché? Una delle cose che interessano di più il mercato finanziario é capire quale sarà la "target zone" dove prenderanno certa stabilità i rapporti di cambio tra euro, dollaro, yen, e se. Tietmeyer, presidente della Bundesbank, ha già, pare, una buona conseutudine di accordo informale con Greenspan. E questa storicità dei buoni rapporti di comprensione reciproca é importante perché non si imparano dai libri, ma dai fatti conseguenti a relazioni personali. Quindi logica vorrebbe che la nomina toccasse a lui. Se, per dire, toccasse all'attuale presidente olandese dell'Ime oppure a Issing, stimato capo-economista della Bundesbank, si avrebbe il sospetto sgradevole che Tietmeyer, restando a capo della Bundesbank stessa, tra l'altro dirimpettaia dell'eurobanca a Francoforte, potrebbe agire da presidente ombra della moneta europea. Meglio, per la credibilità, che la cosa avvenga con chiarezza.

Ma dopo il primo incidente di credibilità, riuscirà l'eurobanca ad evitarne un secondo più grave?

(c) 1998 Carlo Pelanda
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