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Carlo A. Pelanda
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La Voce di Romagna

2013-4-23

23/4/2013

San Marino: finalmente verso la chiusura del contenzioso con l’Italia

Cresce la probabilità che verso fine anno, o al più tardi nei primi mesi del 2014, San Marino esca dalla “lista nera” in cui l’Italia (unilateralmente) l’aveva messa e che quindi il suo sistema bancario e finanziario possa ritrovare il pieno accesso al mercato internazionale. Tale previsione si basa sulla decisione del governo italiano di procedere verso l’approvazione del trattato che regolarizza le relazioni economiche e finanziarie tra i due Stati. In realtà la normalizzazione non è ancora cosa fatta, ma la novità è che ora c’è un’agenda dove potranno essere chiarite le condizioni reciproche per la normalizzazione stessa. Il punto: l’Italia vuole essere certa che San Marino non sia un rifugio per l’evasione fiscale e l’oscuramento di capitali. In realtà i governi e la Banca centrale sammarinese hanno dato già da due anni tali assicurazioni, le banche sammarinesi già dal 2009 già pronte a rinunciare al segreto bancario, infatti oggi ridotto a normale riservatezza. Ma fino a pochi mesi fa qualcosa ha bloccato la chiusura del contenzioso. Cosa? E tale eventuale blocco potrà tardare la soluzione? Un indizio, che ora posso svelare, viene dal resoconto della riunione informale tra l’Associazione bancaria sammarinese e gli esperti dedicati del FMI nel giugno 2012. Per inciso, l’incontro aveva come scopo lo studio per il progetto di nuova piazza finanziaria sammarinese che stavo coordinando e che è stato pubblicato nel dicembre scorso con il titolo “Titano 2018”, indicante il tempo per passare dal sistema finanziario del passato ad uno nuovo basato sulla competitività globale per trasparenza ed efficienza, idea al cui riguardo i tecnici del FMI, della Banca mondiale e della Brookings Institution diedero contributi importanti. In quella riunione, casualmente, venne fuori che il FMI aveva scritto una lettera al governo italiano, sollecitandolo a chiarire le condizioni che avrebbero permesso il ritorno a relazioni normali perché la “lista nera” stava destabilizzando l’economia sammarinese, e che l’Italia aveva risposto in modo non preciso. Ricordo che Richard Greco Jr., parte del gruppo di ricerca e con ancora i modi carismatici di chi ha servito come assistente di Bush alla Casa Bianca, nonché come viceministro al Pentagono, disse con forza, pur rispettosa, agli imbarazzati tecnici del Fmi: scrivete un’altra lettera più perentoria per ottenere condizioni precise. Non so se l’abbiano fatto, non so se il cambiamento del rappresentante di Italia e San Marino presso il Fmi abbia avuto rilevanza, ma dopo qualche mese, anche per l’incessante lavorio del precedente governo sammarinese, l’Italia finalmente cambiò posizione sulla questione. Se ne è accorto con soddisfazione il nuovo e competente governo del Titano che recentemente ha trovato un’Italia disponibile a chiudere velocemente il problema. Ritengo che nel passato ci siano state da parte italiana disattenzione e una posizione punitiva voluta da Tremonti. Ora ci sono attenzione e pragmatismo. Cosa resta da chiarire? Dettagli importanti sullo scambio dati finanziari dove la piazza sammarinese deve essere riconosciuta sovrana, quindi con confini, ed allo stesso tempo assicurare la trasparenza. Sono molto fiducioso sul fatto che saranno trovate soluzioni, anche perché non difficili. Meno semplice, invece, sarà invertire la demonizzazione di San Marino fatta dalla stampa italiana che ha esagerato i pochi episodi di criminalità finanziaria e dipinto il Titano come un luogo opaco mentre nella realtà è molto controllato e regolato. Quindi, per favorire il negoziato con l’Italia, San Marino dovrà fare uno sforzo comunicativo per far riconoscere la verità di ciò che realmente è.

(c) 2013 Carlo Pelanda
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