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Carlo A. Pelanda
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Libero

2015-7-26

26/7/2015

Sosteniamo il “cane giallo” detassante

La giusta reazione di interesse nazionale all’annuncio di una volontà detassante da parte del governo dovrebbe essere quella di formare una maggioranza parlamentare ed un’opinione pubblica che sostengano tale progetto indipendentemente da simpatie di parte ed interessi particolari. Le risposte all’annuncio mostrano che la nazione è ancora lontana dal raggiungere la compattezza necessaria per far vincere il progetto di riduzione delle tasse sia sul fronte interno che su quello europeo. Anche io ho dubbi sulle capacità del governo di detassare sul serio e di abbandonare la pratica di ridurre i carichi fiscali da una parte per alzarli da un’altra. Dubbi amplificati dalla persistenza di una posizione “blocchista” da parte della burocrazia del ministero dell’Economia che importa in Italia in modo acritico le euroregole di equilibrio di bilancio. Prevedo un conflitto con il ministero dell’Economia e con la Commissione, nonché con l’Eurogruppo, che Renzi perderà se non avrà forza politica sufficiente combinata con la capacità di trovare compromessi innovativi tra requisiti di pareggio dei conti pubblici e quelli di detassazione. Lo abbiamo già visto nel caso di analogo impegno da parte di Berlusconi, dal 2001 al 2006: entrò in conflitto con Tremonti che invece di aiutarlo a trovare tali soluzioni innovative gli contrappose una politica di statalismo colbertista, soluzioni irrealistiche nel sistema europeo quali gli eurobond, in sostanza affermando l’inerzia tassista ed annullando la volontà detassante del premier. Berlusconi, infatti, avrebbe dovuto sostituire Tremonti, ma poiché questi era il garante di Bossi in quel governo di coalizione non riuscì a mandarlo via pur, probabilmente, volendolo. Inoltre Berlusconi, con leggerezza, si espose a delegittimazioni d’immagine amplificate da un’opinione pubblica che serviva per lo più interessi di parte invece di quello nazionale che ne minarono la credibilità in Europa, ed in America, nonché la forza politica interna. Berlusconi fallì e l’Italia peggiorò la sua malattia di bassa crescita che è il motivo dell’impoverimento e del rischio di declino della nazione. Il punto: la sconfitta della volontà detassante di Renzi farebbe male all’Italia e non solo a Renzi e dintorni. Pertanto, pur Renzi e molti dei suoi soci non piacendomi al punto che mai li inviterei nella wunderkammer di casa mia a Verona per sorseggiare eccelso vino di kibbutz con datteri condividendo witz di stile triestino-yiddish, propongo di compattare un consenso forte sul progetto detassante da questi annunciato. Si tratta dell’equivalente di turarsi il naso? Simile, ma più attivo. Dovremmo, infatti, aiutare un premier con molti limiti personali, tecnici e politici, ad attuare un progetto di enorme complessità e difficoltà. In America si dice: anche se è un cane giallo lo voto comunque per far vincere un progetto o un partito. Da qui importo il “principio del cane giallo” per far vincere un progetto di detassazione che è interesse vitale prioritario per la nazione. Quali aiuti? I seguenti che richiedono una varietà di contributi analitici, politici ed una massa di consenso superiori a quella oggi disponibile a Renzi: (a) una Formula Italia come progetto dove la detassazione sia accompagnata da altre misure di stimolazione della produttività perché questa non aumenta automaticamente a seguito della riduzione dei carichi fiscali e la produttività stessa è il massimo problema dell’Italia, come recentemente segnalato da Banca d’Italia; (b) l’apertura di una procedura speciale in Europa che permetta all’Italia un deficit temporaneo per detassazione dotato di bollino blu, cioè del consenso da parte di Commissione ed Eurogruppo a fronte, evidentemente, di garanzie, controlli speciali nonché di una operazione patrimonio (pubblico) contro debito che lo riduca almeno del 15-20% nel periodo di deficit stimolativo. Per la seconda misura, in particolare, il governo deve avere un consenso interno fortissimo per garantire all’Eurogruppo (e al mercato) che il debito continuerà a ridursi anche in fase di deficit stimolativo a fronte della richiesta di flessibilità. In conclusione, senza una maggioranza parlamentare coesa ed una nazione compatta il “cane giallo” Renzi non potrà chiedere spazio nelle euroregole e quindi dare all’Italia meno tasse. Non perdiamo nuovamente l’opportunità offerta nel passato dal “cane blu” Berlusconi, svanita per provincialismo, cioè per prevalenza di interessi particolari su quello generale.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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