ENGLISH VERSION


 VITA
  Biografia     Gallery     Interviste     Premi     CPTV

 PUBBLICAZIONI

  Libri
  Saggi
  Ricerche
  Articoli dal 1998

 LETTERE

  Scrivi a CP
  Leggi le lettere
  Archivio

 CERCA


Carlo A. Pelanda
menu
fb Tw g+ print

Libero

2013-10-14

14/10/2013

Cresce la domanda di più consistenza

I diversi centrodestra nazionali, in America ed Europa, sono pressati da una crescente domanda di “consistenza” da parte dei loro elettori, per lo più gente che vive di mercato, e ciò tende a ridisegnarne dal basso stili e contenuti politici. Verso quale direzione? E in Italia? Negli Stati Uniti è stata una rivolta della comunità degli affari, preoccupata dei danni causati dal noto stallo istituzionale, che ha costretto il Partito repubblicano a passare da una posizione di rigido rifiuto a qualsiasi compromesso con quello democratico in materia di bilancio pubblico ad una più flessibile. Il messaggio degli elettori al loro partito è stato: contrastare e sconfiggere la sinistra va bene, ma mostrando consistenza e pragmatismo e non rischiando la catastrofe. Nelle recenti elezioni tedesche la destra di “Alternativa per la Germania”, nonostante il riemergere del consenso diffuso per il nazionalismo, è rimasta minoritaria perché il popolo del mercato, alla fine, ha preferito l’offerta più pragmatica e consistente, senza avventurismi, della Cdu-Csu guidata da Merkel (molto preoccupata fino all’ultimo di una brutta sorpresa a destra). Questo non vuol dire che l’elettorato di centrodestra tedesco sia particolarmente pro-europeo o poco nazionalista, ma significa che vuole tenere i piedi ben piantati nella realtà. In generale, il popolo del mercato vuole che la “sua” destra resti opposta alla sinistra, ma con buon senso. Lo si osserva dappertutto in Occidente e lo si è visto recentemente anche in Italia dove la comunità degli affari ha contrastato l’emergere di avventurismi sul lato destro. Secondo me il fenomeno ha particolare visibilità, sincronia, omogeneità e diffusione perché il popolo del mercato, in America ed in Europa, vuole uscire dalla crisi e si rende conto che la sinistra è un ostacolo e che ci vuole un centrodestra con marcati pragmatismo e realismo, nonché capacità, per riuscirci. In sintesi, è la comune situazione di crisi che sta rendendo omogenea e mirata la domanda politica dei diversi centrodestra nazionali. Una prima reazione alla crisi ha portato alcuni elettorati a propendere, per paura, verso la sinistra che offriva garanzie di protezione. Ma ora si nota che gli elettori che vivono di mercato hanno colto il difetto genetico della sinistra stessa: il fondamento rivendicazionista la porta a rispondere con redistribuzione, quindi con tasse, alla necessità di ripristinare i processi di creazione della ricchezza che implicano, invece, meno pesi e vincoli al libero mercato. Semplificando, la sinistra è geneticamente incapace di governare un sistema capitalistico. Infatti, per tentarlo, deve dividersi tra centristi e socialisti, cioè a rinunciare alla propria natura ed identità storica (come Clinton, Blair, ecc.) per adeguarsi al ruolo di governo, ma così facendo resta endemicamente indecisa ed inefficace nelle politiche concrete. Per uscire dalla crisi le maggioranze sociali dell’Occidente si stanno orientando verso i centrodestra, ma li vogliono più consistenti, pragmatici, capaci di vere soluzioni e non ideologici. Perché il centrodestra italiano, diversamente dagli altri, non sta adeguandosi con sufficiente rapidità a questa domanda di consistenza, che c’è anche da noi? La consistenza, in generale, dipende dalla rappresentanza e se i parlamentari continueranno a rispondere ai capipartito invece che al territorio questa non riuscirà a diventare criterio politico. Se risolviamo questo, ed è una priorità, poi c’è da ridisegnare il perimetro del centrodestra includendo i centristi che ora stanno nel PD o sciolti: ciò riporterebbe chiarezza nell’offerta politica, generando una sinistra che fa le cose di sinistra e un centrodestra che fa quelle di centrodestra, facendo finire il tentativo – intelligente, ma confusionario e disonesto - di travestire il PD come forza capace di governo lasciandolo però ricattabile dall’ala della sinistra anticapitalistica ed antipragmatica. Fatta questa chiarezza e ripristinata la rappresentanza democratica (che comporta una probabilità più alta di avere persone competenti in politica) anche il popolo produttivo in Italia potrà finalmente avere un partito che ne rappresenti il buon senso e la concretezza. Per inciso, incentivante: maggioritario perché sinistra ed estrema destra in Italia sono minoranze perenni, così come gli effimeri movimenti di protesta. Acceleriamo.

(c) 2013 Carlo Pelanda
FB TW G+

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: public@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli