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Carlo A. Pelanda
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Libero

2012-11-13

13/11/2012

Governo nemico

Eccola: patrimoniale! Da mesi aspettavo l’annuncio di quella “generalizzata”, cioè la tassazione non solo della casa, ma anche del risparmio. Perché l’annuncio ora e non prima o dopo? Ipotizzo quattro motivi. Primo, da un paio di mesi è clamorosamente chiaro che il governo ha sbagliato i calcoli di impatto dell’aumento della pressione fiscale, sottovalutandone le conseguenze depressive, e che non potrà raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2013 come da obbligo per eurotrattato. Il problema è che la Ue, pur con cortesia istituzionale, lo sta segnalando all’Italia. Pertanto Monti ha dovuto scoprire le carte ora mostrando sia alla Ue sia al mercato che pareggerà i conti, nonostante la decrescita del Pil, con una ulteriore megatassa alla quale nessuno potrà sfuggire. Secondo, lo scenario globale mostra una ripresa troppo lenta, con rischi di tempeste finanziarie dovute alle crescente sfiducia sui debiti nipponico e statunitense, per sperare che l’export bilanci la caduta dei consumi e degli investimenti nel mercato interno. Quindi il Pil nel 2013 resterà negativo e l’impostazione tassista e contabilista, invece che taglista e detassista stimolativa, del governo Monti lo spinge a reperire più gettito straordinario per compensare l’effetto della decrescita sul bilancio pubblico. Tale secondo motivo è un rinforzo del primo. Il terzo è che il governo ha osservato attentamente il comportamento degli italiani mentre li pressava con tasse crescenti, rilevando non solo la loro accettazione passiva –suicidi, solo pochi attentati e zero proteste di massa - ma anche un certo consenso nei confronti del terrorismo fiscale. Tali dati hanno convinto il governo che gli italiani non reagiranno con rivolte aperte all’aumento delle tasse e che potrà usare una teoria dell’untore: le cose vanno male in Italia perché alcuni, in particolare il popolo che vive di mercato e non a stipendio fisso, non paga tutte le tasse: adesso non solo gliele faremo pagare, ma anche prenderemo una parte del risparmio cumulato nel passato certamente via frode fiscale, e le cose andranno meglio. Questo metodo di imputare e demonizzare gli innocenti sta funzionando sia perché il popolo del mercato non ha più rappresentanza politica sia perché fa leva sull’invidia sociale. Inoltre, il governo, non tagliando la spesa, sta tutelando l’enorme massa di persone che vivono di denaro pubblico per usarle come massa di consenso contro eventuali proteste dei supertassati. Monti ha detto che la patrimoniale non è imminente e che sarà oggetto di studio. Di cosa? Di come colpire pesantemente il popolo del mercato salvando quello che vive di Stato. Quarto motivo: forse Monti ha anche anticipato l’annuncio della patrimoniale perché teme di non essere chiamato a guidare il governo post-elezioni né di essere eletto Presidente della Repubblica e vuole preservare la sua immagine rigorista per restare comunque riserva della Repubblica in caso di caos. Cosa fare? Lettori, restate freddi perché l’incompetenza di questo governo, e il desiderio cinico di potere senza pensare alle conseguenze, sta creando le premesse di una guerra civile, vera, tra popoli del mercato e dello Stato. L’irresponsabilità senile – mi scuso, ma non mi viene in mente altra motivazione - di Monti gli mette in bocca parole terribili: guerra contro questo o altro. La priorità è evitare conflitti aperti, ma bisogna mostrare la capacità di farli proprio per minimizzarne la probabilità via dissuasione. Prima di mobilitare, tuttavia, cerchiamo di bloccare la patrimoniale in Senato, dove c’è una residua maggioranza del centrodestra, attivandone i politici uno per uno. A chi vi chiede qual è l’alternativa al tassismo rispondete con certezza che è possibile pareggiare il bilancio tagliando spesa e tasse, senza alzarle e senza pregiudicare la socialità dello Stato. E dite che chi non sa o vuole farlo non ha titolo per governare.

(c) 2012 Carlo Pelanda
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