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Carlo A. Pelanda

Milano Finanza

2015-9-25

25/9/2015

La tecnologia di smaltimento degli Npl via cartolarizzazioni a catena

Sembra troppo lontana una soluzione sistemica per gestire i crediti deteriorati (Npl) senza destabilizzare i bilanci delle banche. Il rischio di blocco della ripresa è elevato, soprattutto a livello di piccole banche che sono fonte primaria del credito a piccole imprese. Ciò sollecita la ricerca di soluzioni di mercato e non di Stato. In veste di presidente dello advisory board di una società di cartolarizzazione lussemburghese ho sostenuto il progetto del suo team tecnico di creare un’ingegneria evoluta per la cessione di Npl in cambio di obbligazioni, calibrata per piccoli istituti, nell’ambiente regolamentare dell’Eurozona. Se uno compra con cassa Npl da una banca dovrà pretendere uno sconto notevole, ponendo alla banca stessa il problema di una svalutazione destabilizzante. Se, invece, gli Npl vengono pagati con obbligazioni, allora è possibile riportare nei titoli una percentuale maggiore di recupero del valore futuro, per alcuni asset. Il punto, per liberare capitale di copertura, è la de-correlazione del rischio svalutativo di un’obbligazione con sottostante un pacchetto di Npl. La nuova ingegneria lo rende possibile via una “cartolarizzazione a catena” eventualmente corroborata. Primo passo, la banca cede gli Npl ad un cartolarizzatore e viene pagata in obbligazioni a scadenza lunga con sottostante il rendimento degli Npl stessi. Fino a qui non c’è decorrelazione. Secondo passo, l’obbligazione viene ricartolarizzata, impacchettatandola in un prodotto finanziario composto da una varietà di altri. Il titolo finanziario che alla fine della catena la banca riceve come pagamento della cessione di Npl ha un rischio decorrelato e un valore quotato su una Borsa titoli. Eventualmente, riducendo il rendimento del titolo, lo si può configurare come prodotto a capitale garantito. Ho avuto il permesso di citare molto in generale questa ingegneria che appare innovativa per dare un segnale alle piccole banche. Posso anche dire che la procedura qui tratteggiata è stata presentata a Banca d’Italia. Ovviamente l’ingegneria finanziaria che c’è sotto è molto “high tech” ed è un segreto industriale. Ma è alla portata di altri attori finanziari, anche con varianti: il mercato è ampio e c’è spazio per tutti. Scrivo queste righe per sollecitare un’offerta più ampia che risolva i problemi dei piccoli, ma tanti. Ricapitolando, è possibile cedere Npl contro obbligazioni con sconto inferiore a un’operazione per cassa, decorrelarne il rischio svalutativo e mettere in bilancio un titolo finanziario con valore certo, nel rispetto degli standard di regolamentazione.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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