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Carlo A. Pelanda

Milano Finanza

2015-4-17

17/4/2015

Nell’architettura della ripresa manca il mattone

Nell’euroteatro il coro degli analisti raccomanda ai governi di aggiungere un forte stimolo fiscale a quello monetario per ottenere un maggiore e più rapido effetto crescita. Il coro degli scenaristi, tra cui chi scrive, segnala che i governi non lo faranno. La Germania sta convertendo in investimenti interni una parte troppo piccola del surplus commerciale. Francia ed Italia non tagliano sostanzialmente spesa e tasse né riallocano la spesa stessa da impieghi assistenziali a quelli produttivi. Il piano Juncker è sottodimensionato. In sintesi, lo stimolo monetario darà impulso alle esportazioni, ma senza quello fiscale non produrrà effetti rilevanti e duraturi nei mercati interni nazionali. In questa situazione appare inevitabile chiedersi cosa potrebbe fare di più la Bce per compensare il gap stimolativo dei governi. Per il caso italiano un utile suggerimento viene dal team di ricerca guidato da Paolo Savona: la Bce dovrebbe revisionare la formula del programma Tltro, nonché adattare quella del QE, per dare più risorse finanziarie al settore delle costruzioni. Infatti, comparando i dati di Pil, export e andamenti nel settore delle costruzioni di America, Germania ed Italia dal 2008 ad oggi, emerge con chiarezza che il QE statunitense ha avuto un buon effetto ripresa perché ha stimolato sia l’export sia le costruzioni, che il Pil tedesco ha tenuto non solo grazie all’export, ma anche ad un marcato contributo delle costruzioni e che il Pil italiano è crollato nonostante una certa tenuta dell’export perché il settore immobiliare è andato a picco. Ridurre le leve di crescita ai soli export e costruzioni è troppo riduttivo? Forse, ma i dati mostrano con troppa chiarezza la rilevanza differenziale di questi due fattori. Perché, allora, la Bce ha vietato che il Tltro facilitasse mutui immobiliari e non ha aperto nel QE un sostegno più diretto al settore? Sembra voglia evitare bolle immobiliari in alcune parti dell’Eurozona. Ma senza il rilancio delle costruzioni l’Italia, con investimenti stagnanti, non otterrà crescita sufficiente dal solo export. L’Italia è un grave problema per la stabilità dell’euro a causa della sua bassa crescita prospettica combinata con l’alto debito. Perché mai, allora, la Bce non dovrebbe considerare una soluzione stimolativa specifica, eventualmente istruendo Banca d’Italia per creare una variante nazionale del Tltro e del QE che ne permetta l’applicazione al settore immobiliare, visto lo stato di gravissima crisi? Mi unisco a Savona nel ritenere che la domanda abbia consistenza sufficiente per ottenere risposta e approfondimenti.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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