ENGLISH VERSION


 VITA
  Biografia    Gallery     Interviste    Premi     CPTV

 PUBBLICAZIONI

  Libri    Saggi    Ricerche
  Articoli dal 1998

 LETTERE

  Scrivi a CP
  Leggi le lettere    Archivio

 CERCA


Carlo A. Pelanda
menu
fb Tw g+ print

L' Arena

2008-9-20

20/9/2008

Verona Hollywood

Cari concittadini veronesi, come economista non riesco a capire perché mai il marchio “Arena”, che è noto in tutto il mondo per la qualità degli spettacoli lirici e per l’ambientazione eccezionale nella splendida Verona, non riesca ad essere sfruttato commercialmente in tutto il suo potenziale. A seguito della nota azione di commissariamento ci sono due opzioni per il futuro: o si cerca di far funzionare meglio il modello di gestione attuale degli spettacoli lirici oppure si cambia modello. Sulla prima ho poco da dire, auguri. Mi permetto solo di segnalare che si perderebbe una grande opportunità.  Ma sulla seconda ho molto da dire. 

Il settore dello spettacolo va trattato con logiche di mercato, sottoposto alle sue leggi del profitto e della qualità competitiva. Dove nel mondo si fa così, lo spettacolo è un grande affare per il gestore e per il territorio. Non è razionale che uno dei motori più importanti per l’economia veronese, lo spettacolo, resti gestito da un sistema pubblico perché difficilmente avrà l’impulso a massimizzare i potenziali di rendita. Infatti. Pertanto consiglio di valutare l’opzione di privatizzare, entro regole di salvaguardia degli aspetti culturali ed ambientali, la gestione degli spettacoli veronesi, offrendoli, via gara, a chi sa gestire questo particolare tipo di industria.  

Quanto vale il marchio Arena? Dipende dal piano di affari. Consideriamo il business “diretto” che ci si può fare sopra ipotizzando una gestione privata, di “mercato”. Gli spettacoli estivi come ora, ma con pubblicità potenziata e saturazione del potenziale dei biglietti. Estensione per tutto l’anno degli spettacoli stessi in altre parti del mondo – in Giappone e Las Vegas d’inverno sarebbe un successone – con ovvio aumento della resa dell’investimento annuale. Evoluzione dalla lirica, usando le medesime competenze artistiche, in un secondo ramo parallelo, di “musical” autoprodotti tipo Broadway con loro trasformazione in film. Immaginate Verona come Hollywood. Trasformazione in film – accorciati - degli spettacoli “classici”, quelli estivi dell’Arena ad alta spettacolarità visiva, e loro vendita alle televisioni. Vediamo ora il business “indiretto”. Più voli e più collegamenti internazionali. Nuovi “studios” nello scenario Verona Hollywood. Più attività alberghiera. Come prolungarla nella stagione invernale? I “musicals” vengono rappresentati al chiuso, appunto come nei teatri di Broadway. Serviranno tre o quattro nuovi teatri, più capacità alberghiera. Più corse taxi. Più vendite nei negozi e nei ristoranti. Nuove imprese, per esempio, costumi speciali, da esportare, aziende informatiche per la cinematografia virtuale, ecc. In sintesi più gente a Verona perché ci sono più, più diversificati e più competitivi spettacoli e loro produzione. Più volume di affari con stagione più lunga per l’azienda di gestione. Fantasie? No è possibile  come sviluppo di quello che già c’è e non è sfruttato.   

 Di quanti soldi parliamo? Io pagherei, se li avessi, 600 milioni di euri per una concessione globale di 20 anni del marchio “Arena”, corredata dalle autorizzazioni comunali per aprire la parte filmica e, in generale, permettere l’espansione dell’attività come sopra accennato. Penso che un altro imprenditore, sostenuto da un fondo di investimento, farebbe lo stesso se il Comune desse le giuste autorizzazioni e trovasse il modo di privatizzare la cosa. Se la città me lo chiede,  tenterò io di trovare imprenditori e fondi se nessuno dei locali si fa avanti.

(c) 2008 Carlo Pelanda
FB TW G+

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: public@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli