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Carlo A. Pelanda

Milano Finanza

2016-10-28

28/10/2016

La priorità di bilanciare il commercio internazionale

Anche se Trump è in svantaggio, il consenso alla sua offerta isolazionista è molto elevato. Così come lo fu, a sinistra, quello al protezionismo di Sanders durante le primarie. La chiusura nazionalista è una cultura latente in America, ma la massa di aderenti nel 2016 è un picco anomalo. Cosa è successo? La causa è l’impoverimento della classe media. Molti lo imputano alla crisi del 2008, ma il motivo è più antico e sistemico. Negli anni ’50 Washington decise di fidelizzare gli alleati con la strategia del commercio internazionale asimmetrico: permettere a un alleato di esportare liberamente nel mercato statunitense senza chiedere reciprocità. Così gli alleati poterono sia mantenere il protezionismo interno, utile per finanziare il consenso all’occidente, sia cumulare ricchezza, che anche bilanciava l’inefficienza di modelli interni assistenziali, via export. Per questo tutte le nazioni della Pax Americana presero un modello economico trainato dalle esportazioni. Ma tale finanziamento dell’impero attraverso l’apertura non bilanciata del mercato interno comportò l’importazione di concorrenza esterna che distrusse i redditi della classe media e generò una perdita di Pil potenziale ogni anno, mediamente, di circa l’1,5%. Problema peggiorato quando il resto del mondo entrò nella globalizzazione, tutto sulle spalle dell’America. Già nel 1973 Kissinger chiese a Germania e Giappone, inutilmente, di far girare di più la loro locomotiva interna per ridurre la fatica insostenibile dell’America. Il bilanciamento finanziario del deficit commerciale, poi, attutì l’impatto sistemico. Tuttavia, spaccò la società in ricchi più ricchi e poveri più poveri o con meno speranza. Anche per questo motivo Obama propose nel 2013 trattati di libero scambio con le nazioni del Pacifico (Tpp) e gli europei (Ttip): per mantenere aperto il mercato statunitense era necessario aprire quelli degli altri allo scopo di eliminare l’asimmetria commerciale che stava distruggendo la ricchezza americana. Ma quando Sanders e Trump all’inizio del 2016, per darsi competitività elettorale, marcarono la causa esterna dell’impoverimento della classe media, allora questa, rimasta in un disagio rabbioso e silenzioso per decenni, reagì con consenso mai visto prima. Questo è successo. Se così, e se si vorrà salvare l’apertura del mercato americano che è pilastro di quello globale, bisognerà tenerne conto nel momento in cui verranno ripresi i trattati Tpp, nel 2017, e Ttip, nel 2018, mettendo in priorità il ribilanciamento simmetrico del commercio internazionale per evitarne il collasso.

(c) 2016 Carlo Pelanda
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