ENGLISH VERSION


 VITA
  Biografia    Gallery     Interviste    Premi     CPTV

 PUBBLICAZIONI

  Libri    Saggi    Ricerche
  Articoli dal 1998

 LETTERE

  Scrivi a CP
  Leggi le lettere    Archivio

 CERCA


Carlo A. Pelanda
menu
fb Tw g+ print

L' Arena

2006-3-20

20/3/2006

Finalmente due proposte economiche precise da destra e sinistra

La campagna elettorale, a tre settimane dal voto, sta  entrando in una fase di grande spettacolarità polemica. In tale situazione il lettore che vuole capire cosa esattamente separi le offerte politiche dei due schieramenti potrebbe essere ostacolato dal rumore ideologico e dello scontro tra persone. Pertanto è obbligo perfino maggiore del solito cercare di chiarire sui giornali i rispettivi programmi. Il convegno di Confindustria a Vicenza, alla fine della scorsa settimana, ha offerto un ottimo spunto per valutare come sinistra e destra intendano risolvere il problema di stimolare l’economia nei vincoli del bilancio pubblico. E’ il problema principale del nostro sistema.  

Prodi ha chiarito bene l’intento dell’Unione. Aumentare la tassa sui guadagni di capitale, per esempio la rendita dei Bot, per finanziare una riduzione del costo del lavoro a favore delle imprese in modo da alleggerirne il peso che ne deprime la competitività. Tremonti, con altrettanta chiarezza, ha detto che la proposta della sinistra rischierebbe di disincentivare l’acquisto di titoli di risparmio e finanziari sottoponibili al fisco italiano, con gravi pericoli per la sostenibilità del debito pubblico e, implicitamente, di fuga dei capitali. Aggiungendo, poi, che tale misura potrebbe non dare risorse rilevanti da trasferire alle imprese, quindi un risultato che non vale il rischio. Interessante il fatto che ambedue convergano sul ritenere impossibile una sostanziale e veloce detassazione a causa della rigidità della spesa pubblica e dell’obbligo di arrivare e mantenere l’equilibrio dei conti pubblici imposto dai requisiti di stabilità dell’euro. Anzi, si potrebbe dire che sinistra e destra non si differenziano affatto nell’analisi del problema: ritengono che la riduzione stimolativa dei costi per le imprese debba passare per un atto straordinario di reperimento di nuove risorse e non possa essere ottenuta via semplice taglio della spesa pubblica. Il che fa capire la drammaticità della situazione. Sia Prodi sia Tremonti, per esempio, hanno escluso l’abolizione o una rapida riduzione dell’Irap, la tassa più penalizzante a carico dei soggetti che creano ricchezza (che infatti l’Unione europea ha intimato all’Italia di modificare). In sintesi, Prodi vorrebbe comunque tentare la via detta sopra perché non ne vede altre. Ha il centrodestra una soluzione diversa? Secondo Tremonti non bisogna alzare alcuna tassa, diretta e nazionale, ma bisogna fare una grande operazione di riduzione del debito cedendo sul mercato i pezzi alienabili del patrimonio. Il calo del debito alleggerirebbe la spesa per interessi e qui vi sarebbero le risorse per detassare e/o fare nuovi investimenti di sviluppo. Con questa idea, già in atto attraverso la preparazione di istituzioni adeguate a realizzarla, Tremonti vuol ricordare che a fronte dell’enorme ed incatenante debito pubblico italiano c’è un patrimonio altrettanto pubblico che vale, in teoria, il 30% in più del primo. La tecnica finanziaria più moderna (cartolarizzazioni) permette di fondere un titolo di debito con uno di patrimonio, annullando il primo. Prudentemente, si può dire che almeno 300 miliardi di euro di debito pubblico potrebbero essere cancellati in tal modo, rendendo disponibili almeno 15 miliardi aggiuntivi nel bilancio annuo, un po’ più dell’1% del Pil. Non poco. Ma per farlo bisognerebbe vendere gli immobili, valori e concessioni di proprietà dello Stato ed Enti locali. Tecnicamente perfetta ed in teoria risolutrice, tale operazione è politicamente difficilissima. Quella di Prodi è imperfetta e poco risolutrice, ma politicamente più realizzabile. Chi scrive preferisce l’opzione Tremonti, ma sta a voi scegliere.

(c) 2006 Carlo Pelanda
FB TW G+

(c) 1999 Carlo Pelanda
Contacts: public@carlopelanda.com
website by: Filippo Brunelli