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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza

2017-1-6

6/1/2017

L’utilità di un indice del capitalismo di massa

Manca una tabella di conversione tra capitale politico, umano e finanziario. Se ci fosse, sarebbero più chiari non solo la stretta relazione fra le tre forme del capitale, e le loro sottocategorie, ma anche la sua trasmutabilità. La qualità di un modello politico/sociale, infatti, è descrivibile in forma sintetica come quantità di denaro e sua distribuzione. La creazione delle monete fiduciarie ha portato la definizione del loro valore dal riferimento all’oro alla qualità complessiva di un sistema sociale e per tale motivo ora il denaro è un’unità di misura supersintetica di tale qualità stessa. Ovvio? Tale concetto è già espresso dalle misurazioni del Pil e da altri indicatori? Gli strumenti di misura influenzano l’azione politica, gli umori sociali e, soprattutto, la rilevazione dei problemi e la ricerca di soluzioni. L’ipotesi è che quelli in uso non siano sufficientemente condizionanti, cioè lascino troppo spazio a scelte e visioni divergenti dall’ottimo. Questo è semplificabile come configurazione dei modelli politici e del sistema sociale che aumenta nel tempo la ricchezza diffusa socialmente. Tale configurazione sarà diversa per ogni tempo, ma sempre precisabile grazie al riferimento al denaro. In sintesi, si tratterebbe di un indice del capitalismo di massa. Trovo sorprendente che nel mondo del capitalismo democratico, basato sul progetto di ricchezza diffusa, la ricerca non lo abbia ancora prodotto, insieme alla sua teoria significante. Una spiegazione è che un tale indice toglierebbe discrezionalità ideologica alla politica e farebbe prevalere la demonizzata filosofia utilitarista su quella umanista. O che il concetto richiede attenzioni sistemiche rare nell’organizzazione della ricerca compartimentalizzata per settori di studio specializzati. Oppure non si è ancora visto il vantaggio. Ora questo è visibile in due fenomeni: a) la regressione della ricchezza nelle società ricche, fatto che indica come le configurazioni del capitale politico e umano divergano molto dall’ottimo; b) la profezia di disintermediazione delle nuove tecnologie che sconta una forte rigidità sull’adeguamento cognitivo delle popolazioni. Se l’indice detto esistesse, per esempio, mostrerebbe una via precisa per modificare i modelli politici: dalle garanzie redistributive o dall’insufficienza di garanzie a nuove garanzie d’investimento sulle capacità degli individui per dare loro un crescente valore di mercato man mano che questo cambia. Secondo me la ricerca per una finanziarizzazione parametrica della politica e della morale ha senso ed è urgente.

(c) 2017 Carlo Pelanda
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