Per strada e nei bar si sente: "adesso che c'é l'Europa unita....". Calma, é meglio puntualizzare per non generare equivoci. L'unione monetaria non ha niente a che vedere con un'Europa politicamente unita. Infatti non ci sono né una Costituzione paneuropea né tantomeno un eurogoverno unitario. Certo, esiste un Parlamento europeo, ma non ha poteri sovrani. Esiste una Commissione europea con competenze centralizzate in relazione agli affari continentali. Ma i suoi poteri sono per lo più di carattere tecnico e comunque delegati dagli Stati. Chi é allora il soggetto di potere istituzionale dell'Europa? Semplicemente, gli Stati nazionali. Che hanno deciso di conferire ad organismi comunitari dei pezzi di sovranità, ma tenendosene la maggior parte in casa. Non é quindi - ancora- un'Unione Europea. E che cos'é, allora? Una semplice alleanza tra nazioni? No, é certamente più di un'alleanza, ma sicuramente meno di un'unione. Che oggetto é?

Non é facile rispondere. Chiunque può toccare con mano l'ambiguità dell'eurocosa. Sul passaporto, sopra "Repubblica Italiana", é scritto "Comunità Europea". Ma nei cartelli degli aeroporti si legge " EU nationals", cioé cittadini dell'Unione Europea. Allora, é una Comunità o un'Unione? Dal 1993 il primo nome é stato formalmente sostituito dal secondo. Ma sui passaporti c'é ancora, appunto, il nome di Comunità. Cambiamo livello. Se il Presidente francese o il primo ministro inglese decidono di lanciare un missile nucleare contro qualcuno, esiste un meccanismo comunitario che impone loro di condividere tale decisione con gli altri. No. Eppur dal primo gennaio 1999 italiani e francesi avranno la stessa moneta. Quello che capita a loro toccherà anche noi e viceversa. Ma noi non abbiamo il minimo potere di influenza su una decisione nucleare francese per il semplice motivo che non c'é una difesa comune europea. E pazienza. Ma avremo una moneta unica senza avere un fisco altrettanto unico. Perché allora dovrei restare cittadino o impresa del Paese dove le tasse sono maggiori, a parità di moneta? L'architettura europea appare strana ed ambigua.

La risposta tipica a questi problemi é che l'ambiente europeo é in fase di strutturazione. Da un'Europa delle nazioni si passerà ad una "nazione europea". Il processo sarà lento in quanto si tratta di costruire lo Stato europo dal basso verso l'alto, cioé attraverso una progressiva cessione consensuale di sovranità da parte degli Stati ed omologazione tra essi. Bisogna guardare questo processo, il film, e non la fotografia di adesso, per avere il senso dell'Europa unita. La moneta unica costringerà i paesi a convergere sul piano della politica economica e delle istituzioni del mercato unico. Seguirà l'Europa della difesa. Poi ci sarà quella dell'unificazione del diritto. Alla fine essere citadini di Italia o Danimarca sarà la stessa cosa. A quel punto, tra dieci o quindici anni, si potrà fare una vera carta costituiva dell'Europa e relativo governo unitario. E saranno gli Stati Uniti d'Europa. Prendete questa immagine come quella ufficiale e "politicamente corretta". Possiamo crederci?

Al momento, francamente, grandi segnali di convergenza paneuropea verso l'obiettivo unitario non ce ne sono. Anzi, prevalgono quelli che indicano un cambiamento di rotta dal linguaggio del Trattato di Maastricht (1992). Questo prevedeva l'unione monetaria e, in contemporanea, quella politica. Nel giugno del 1997, Trattato di Amsterdam, in effetti si é tentato di dar vita ad un nucleo di "vero" governo europeo. Ma la Germania ha rifiutato l'idea. E ha imposto il "patto di stabilità", cioé un accordo che vincola gli Stati al pareggio di bilancio come condizione di fattibilità per la moneta unica. Di fatto l'Europa é governata da un'automa e non da un centro di decisioni politiche. Ci sono segnali di europeizzazione della politica estera e di difesa. Ma i negoziati sono così lenti da far intendere che gli Stati siano molto lontani dal voler cedere sovranità su questo punto fondamentale.

Qual é il problema? Che gli Stati più forti, Germania e Francia, non hanno in realtà alcun interesse a costituzionalizzare l'Europa. Ed é ovvio. Il loro potere discrezionale nazionale sarebbe limitato da regole istituzionali paneuropee. Mentre un Europa convergente di fatto, ma non unita di forma, li lascerebbe con il pieno potere di comandare su utti gli altri europei. Hanno pertanto l'interesse che l'Europa resti "delle nazioni" essendo loro le due più potenti, ma integrata al punto tale da poter estendere a tutti gli europei i loro interessi nazionali attraverso l'europeizzazione di fatto. Prima di dirsi noi italiani "europei", dobbiamo risolvere questo punto. Al momento siamo solo annessi nel dominio franco-tedesco. Abbiamo ceduto sovranità politica di fatto a Francia e Germania per ottenere in cambio una moneta unica che risolve l'annoso problema italiano dell'instabilità monetaria. E fin qui va bene. Ma per noi l'affare é tale solo se l'Europa diventerà veramente uno Stato unico che vincolerà entro regole comuni anche i due più potenti. In caso contrario l'Italia tornerà ad essere colonia. E' una strada ancora ancora lunga il potersi dire pienamente europei.

" /> Per strada e nei bar si sente: "adesso che c'é l'Europa unita....". Calma, é meglio puntualizzare per non generare equivoci. L'unione monetaria non ha niente a che vedere con un'Europa politicamente unita. Infatti non ci sono né una Costituzione paneuropea né tantomeno un eurogoverno unitario. Certo, esiste un Parlamento europeo, ma non ha poteri sovrani. Esiste una Commissione europea con competenze centralizzate in relazione agli affari continentali. Ma i suoi poteri sono per lo più di carattere tecnico e comunque delegati dagli Stati. Chi é allora il soggetto di potere istituzionale dell'Europa? Semplicemente, gli Stati nazionali. Che hanno deciso di conferire ad organismi comunitari dei pezzi di sovranità, ma tenendosene la maggior parte in casa. Non é quindi - ancora- un'Unione Europea. E che cos'é, allora? Una semplice alleanza tra nazioni? No, é certamente più di un'alleanza, ma sicuramente meno di un'unione. Che oggetto é?

Non é facile rispondere. Chiunque può toccare con mano l'ambiguità dell'eurocosa. Sul passaporto, sopra "Repubblica Italiana", é scritto "Comunità Europea". Ma nei cartelli degli aeroporti si legge " EU nationals", cioé cittadini dell'Unione Europea. Allora, é una Comunità o un'Unione? Dal 1993 il primo nome é stato formalmente sostituito dal secondo. Ma sui passaporti c'é ancora, appunto, il nome di Comunità. Cambiamo livello. Se il Presidente francese o il primo ministro inglese decidono di lanciare un missile nucleare contro qualcuno, esiste un meccanismo comunitario che impone loro di condividere tale decisione con gli altri. No. Eppur dal primo gennaio 1999 italiani e francesi avranno la stessa moneta. Quello che capita a loro toccherà anche noi e viceversa. Ma noi non abbiamo il minimo potere di influenza su una decisione nucleare francese per il semplice motivo che non c'é una difesa comune europea. E pazienza. Ma avremo una moneta unica senza avere un fisco altrettanto unico. Perché allora dovrei restare cittadino o impresa del Paese dove le tasse sono maggiori, a parità di moneta? L'architettura europea appare strana ed ambigua.

La risposta tipica a questi problemi é che l'ambiente europeo é in fase di strutturazione. Da un'Europa delle nazioni si passerà ad una "nazione europea". Il processo sarà lento in quanto si tratta di costruire lo Stato europo dal basso verso l'alto, cioé attraverso una progressiva cessione consensuale di sovranità da parte degli Stati ed omologazione tra essi. Bisogna guardare questo processo, il film, e non la fotografia di adesso, per avere il senso dell'Europa unita. La moneta unica costringerà i paesi a convergere sul piano della politica economica e delle istituzioni del mercato unico. Seguirà l'Europa della difesa. Poi ci sarà quella dell'unificazione del diritto. Alla fine essere citadini di Italia o Danimarca sarà la stessa cosa. A quel punto, tra dieci o quindici anni, si potrà fare una vera carta costituiva dell'Europa e relativo governo unitario. E saranno gli Stati Uniti d'Europa. Prendete questa immagine come quella ufficiale e "politicamente corretta". Possiamo crederci?

Al momento, francamente, grandi segnali di convergenza paneuropea verso l'obiettivo unitario non ce ne sono. Anzi, prevalgono quelli che indicano un cambiamento di rotta dal linguaggio del Trattato di Maastricht (1992). Questo prevedeva l'unione monetaria e, in contemporanea, quella politica. Nel giugno del 1997, Trattato di Amsterdam, in effetti si é tentato di dar vita ad un nucleo di "vero" governo europeo. Ma la Germania ha rifiutato l'idea. E ha imposto il "patto di stabilità", cioé un accordo che vincola gli Stati al pareggio di bilancio come condizione di fattibilità per la moneta unica. Di fatto l'Europa é governata da un'automa e non da un centro di decisioni politiche. Ci sono segnali di europeizzazione della politica estera e di difesa. Ma i negoziati sono così lenti da far intendere che gli Stati siano molto lontani dal voler cedere sovranità su questo punto fondamentale.

Qual é il problema? Che gli Stati più forti, Germania e Francia, non hanno in realtà alcun interesse a costituzionalizzare l'Europa. Ed é ovvio. Il loro potere discrezionale nazionale sarebbe limitato da regole istituzionali paneuropee. Mentre un Europa convergente di fatto, ma non unita di forma, li lascerebbe con il pieno potere di comandare su utti gli altri europei. Hanno pertanto l'interesse che l'Europa resti "delle nazioni" essendo loro le due più potenti, ma integrata al punto tale da poter estendere a tutti gli europei i loro interessi nazionali attraverso l'europeizzazione di fatto. Prima di dirsi noi italiani "europei", dobbiamo risolvere questo punto. Al momento siamo solo annessi nel dominio franco-tedesco. Abbiamo ceduto sovranità politica di fatto a Francia e Germania per ottenere in cambio una moneta unica che risolve l'annoso problema italiano dell'instabilità monetaria. E fin qui va bene. Ma per noi l'affare é tale solo se l'Europa diventerà veramente uno Stato unico che vincolerà entro regole comuni anche i due più potenti. In caso contrario l'Italia tornerà ad essere colonia. E' una strada ancora ancora lunga il potersi dire pienamente europei.

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Non é facile rispondere. Chiunque può toccare con mano l'ambiguità dell'eurocosa. Sul passaporto, sopra "Repubblica Italiana", é scritto "Comunità Europea". Ma nei cartelli degli aeroporti si legge " EU nationals", cioé cittadini dell'Unione Europea. Allora, é una Comunità o un'Unione? Dal 1993 il primo nome é stato formalmente sostituito dal secondo. Ma sui passaporti c'é ancora, appunto, il nome di Comunità. Cambiamo livello. Se il Presidente francese o il primo ministro inglese decidono di lanciare un missile nucleare contro qualcuno, esiste un meccanismo comunitario che impone loro di condividere tale decisione con gli altri. No. Eppur dal primo gennaio 1999 italiani e francesi avranno la stessa moneta. Quello che capita a loro toccherà anche noi e viceversa. Ma noi non abbiamo il minimo potere di influenza su una decisione nucleare francese per il semplice motivo che non c'é una difesa comune europea. E pazienza. Ma avremo una moneta unica senza avere un fisco altrettanto unico. Perché allora dovrei restare cittadino o impresa del Paese dove le tasse sono maggiori, a parità di moneta? L'architettura europea appare strana ed ambigua.

La risposta tipica a questi problemi é che l'ambiente europeo é in fase di strutturazione. Da un'Europa delle nazioni si passerà ad una "nazione europea". Il processo sarà lento in quanto si tratta di costruire lo Stato europo dal basso verso l'alto, cioé attraverso una progressiva cessione consensuale di sovranità da parte degli Stati ed omologazione tra essi. Bisogna guardare questo processo, il film, e non la fotografia di adesso, per avere il senso dell'Europa unita. La moneta unica costringerà i paesi a convergere sul piano della politica economica e delle istituzioni del mercato unico. Seguirà l'Europa della difesa. Poi ci sarà quella dell'unificazione del diritto. Alla fine essere citadini di Italia o Danimarca sarà la stessa cosa. A quel punto, tra dieci o quindici anni, si potrà fare una vera carta costituiva dell'Europa e relativo governo unitario. E saranno gli Stati Uniti d'Europa. Prendete questa immagine come quella ufficiale e "politicamente corretta". Possiamo crederci?

Al momento, francamente, grandi segnali di convergenza paneuropea verso l'obiettivo unitario non ce ne sono. Anzi, prevalgono quelli che indicano un cambiamento di rotta dal linguaggio del Trattato di Maastricht (1992). Questo prevedeva l'unione monetaria e, in contemporanea, quella politica. Nel giugno del 1997, Trattato di Amsterdam, in effetti si é tentato di dar vita ad un nucleo di "vero" governo europeo. Ma la Germania ha rifiutato l'idea. E ha imposto il "patto di stabilità", cioé un accordo che vincola gli Stati al pareggio di bilancio come condizione di fattibilità per la moneta unica. Di fatto l'Europa é governata da un'automa e non da un centro di decisioni politiche. Ci sono segnali di europeizzazione della politica estera e di difesa. Ma i negoziati sono così lenti da far intendere che gli Stati siano molto lontani dal voler cedere sovranità su questo punto fondamentale.

Qual é il problema? Che gli Stati più forti, Germania e Francia, non hanno in realtà alcun interesse a costituzionalizzare l'Europa. Ed é ovvio. Il loro potere discrezionale nazionale sarebbe limitato da regole istituzionali paneuropee. Mentre un Europa convergente di fatto, ma non unita di forma, li lascerebbe con il pieno potere di comandare su utti gli altri europei. Hanno pertanto l'interesse che l'Europa resti "delle nazioni" essendo loro le due più potenti, ma integrata al punto tale da poter estendere a tutti gli europei i loro interessi nazionali attraverso l'europeizzazione di fatto. Prima di dirsi noi italiani "europei", dobbiamo risolvere questo punto. Al momento siamo solo annessi nel dominio franco-tedesco. Abbiamo ceduto sovranità politica di fatto a Francia e Germania per ottenere in cambio una moneta unica che risolve l'annoso problema italiano dell'instabilità monetaria. E fin qui va bene. Ma per noi l'affare é tale solo se l'Europa diventerà veramente uno Stato unico che vincolerà entro regole comuni anche i due più potenti. In caso contrario l'Italia tornerà ad essere colonia. E' una strada ancora ancora lunga il potersi dire pienamente europei.

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L' Arena

1998-11-10

10/11/1998

C'é meno Europa di quanto si pensi ed é meglio stare attenti alla troppa retorica

Per strada e nei bar si sente: "adesso che c'é l'Europa unita....". Calma, é meglio puntualizzare per non generare equivoci. L'unione monetaria non ha niente a che vedere con un'Europa politicamente unita. Infatti non ci sono né una Costituzione paneuropea né tantomeno un eurogoverno unitario. Certo, esiste un Parlamento europeo, ma non ha poteri sovrani. Esiste una Commissione europea con competenze centralizzate in relazione agli affari continentali. Ma i suoi poteri sono per lo più di carattere tecnico e comunque delegati dagli Stati. Chi é allora il soggetto di potere istituzionale dell'Europa? Semplicemente, gli Stati nazionali. Che hanno deciso di conferire ad organismi comunitari dei pezzi di sovranità, ma tenendosene la maggior parte in casa. Non é quindi - ancora- un'Unione Europea. E che cos'é, allora? Una semplice alleanza tra nazioni? No, é certamente più di un'alleanza, ma sicuramente meno di un'unione. Che oggetto é?

Non é facile rispondere. Chiunque può toccare con mano l'ambiguità dell'eurocosa. Sul passaporto, sopra "Repubblica Italiana", é scritto "Comunità Europea". Ma nei cartelli degli aeroporti si legge " EU nationals", cioé cittadini dell'Unione Europea. Allora, é una Comunità o un'Unione? Dal 1993 il primo nome é stato formalmente sostituito dal secondo. Ma sui passaporti c'é ancora, appunto, il nome di Comunità. Cambiamo livello. Se il Presidente francese o il primo ministro inglese decidono di lanciare un missile nucleare contro qualcuno, esiste un meccanismo comunitario che impone loro di condividere tale decisione con gli altri. No. Eppur dal primo gennaio 1999 italiani e francesi avranno la stessa moneta. Quello che capita a loro toccherà anche noi e viceversa. Ma noi non abbiamo il minimo potere di influenza su una decisione nucleare francese per il semplice motivo che non c'é una difesa comune europea. E pazienza. Ma avremo una moneta unica senza avere un fisco altrettanto unico. Perché allora dovrei restare cittadino o impresa del Paese dove le tasse sono maggiori, a parità di moneta? L'architettura europea appare strana ed ambigua.

La risposta tipica a questi problemi é che l'ambiente europeo é in fase di strutturazione. Da un'Europa delle nazioni si passerà ad una "nazione europea". Il processo sarà lento in quanto si tratta di costruire lo Stato europo dal basso verso l'alto, cioé attraverso una progressiva cessione consensuale di sovranità da parte degli Stati ed omologazione tra essi. Bisogna guardare questo processo, il film, e non la fotografia di adesso, per avere il senso dell'Europa unita. La moneta unica costringerà i paesi a convergere sul piano della politica economica e delle istituzioni del mercato unico. Seguirà l'Europa della difesa. Poi ci sarà quella dell'unificazione del diritto. Alla fine essere citadini di Italia o Danimarca sarà la stessa cosa. A quel punto, tra dieci o quindici anni, si potrà fare una vera carta costituiva dell'Europa e relativo governo unitario. E saranno gli Stati Uniti d'Europa. Prendete questa immagine come quella ufficiale e "politicamente corretta". Possiamo crederci?

Al momento, francamente, grandi segnali di convergenza paneuropea verso l'obiettivo unitario non ce ne sono. Anzi, prevalgono quelli che indicano un cambiamento di rotta dal linguaggio del Trattato di Maastricht (1992). Questo prevedeva l'unione monetaria e, in contemporanea, quella politica. Nel giugno del 1997, Trattato di Amsterdam, in effetti si é tentato di dar vita ad un nucleo di "vero" governo europeo. Ma la Germania ha rifiutato l'idea. E ha imposto il "patto di stabilità", cioé un accordo che vincola gli Stati al pareggio di bilancio come condizione di fattibilità per la moneta unica. Di fatto l'Europa é governata da un'automa e non da un centro di decisioni politiche. Ci sono segnali di europeizzazione della politica estera e di difesa. Ma i negoziati sono così lenti da far intendere che gli Stati siano molto lontani dal voler cedere sovranità su questo punto fondamentale.

Qual é il problema? Che gli Stati più forti, Germania e Francia, non hanno in realtà alcun interesse a costituzionalizzare l'Europa. Ed é ovvio. Il loro potere discrezionale nazionale sarebbe limitato da regole istituzionali paneuropee. Mentre un Europa convergente di fatto, ma non unita di forma, li lascerebbe con il pieno potere di comandare su utti gli altri europei. Hanno pertanto l'interesse che l'Europa resti "delle nazioni" essendo loro le due più potenti, ma integrata al punto tale da poter estendere a tutti gli europei i loro interessi nazionali attraverso l'europeizzazione di fatto. Prima di dirsi noi italiani "europei", dobbiamo risolvere questo punto. Al momento siamo solo annessi nel dominio franco-tedesco. Abbiamo ceduto sovranità politica di fatto a Francia e Germania per ottenere in cambio una moneta unica che risolve l'annoso problema italiano dell'instabilità monetaria. E fin qui va bene. Ma per noi l'affare é tale solo se l'Europa diventerà veramente uno Stato unico che vincolerà entro regole comuni anche i due più potenti. In caso contrario l'Italia tornerà ad essere colonia. E' una strada ancora ancora lunga il potersi dire pienamente europei.

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