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Carlo A. Pelanda

Milano Finanza

2016-3-4

4/3/2016

L’accordo TTIP sarebbe facilitato da una clausola funzionalista

Lo scenario del negoziato per creare un’area di libero scambio con elementi di mercato unico tra Stati Uniti e Ue (TTIP) è complicato dalle scadenze elettorali in America ed Europa e dal crescere degli umori protezionisti. Nel 2013 l’Amministrazione Obama lanciò il TTIP e accelerò i negoziati per la formazione di un’area di libero scambio tra 12 nazioni del Pacifico (TPP) enfatizzando l’idea che tale soluzione avrebbe dato uno stimolo esterno ad economie poco sensibili a quello interno. L’idea, intesa come soluzione di mercato e non di Stato, ha conquistato il consenso dei repubblicani centristi nel Congresso, e ciò rende probabile, pur non certa, l’approvazione politica del TPP entro il 2016 nonostante l’opposizione delle ali protezioniste e isolazioniste. Il TTIP, invece, è ancora in alto mare perché l’accordo tecnico, forse troppo ambizioso, non è stato perfezionato in parecchi punti chiave. Considerando che la procedura europea richiede un primo livello di accordo tecnico gestito dalla Commissione e poi l’invio della bozza al Consiglio europeo, cioè al tavolo intergovernativo, per l’approvazione finale, non ci sono né i tempi né le condizioni politiche per chiudere il trattato entro il 2016. Tuttavia, sarà possibile completare la bozza tecnica. Sarebbe un passo decisivo perché interrompere un processo ancora aperto non ha eccessive conseguenze geopolitiche mentre bocciare un testo su cui c’è stata una convergenza tecnica certamente le avrebbe, gravi, sia per gli europei sia per l’America, chiunque sarà al governo nel 2017. In sintesi, accelerare l’accordo tecnico entro il mandato di Obama, che vuole il TTIP, anche se con meno intensità del TPP, significa aumentarne le probabilità di approvazione politica futura. Infatti, in questi giorni le delegazioni americane ed europee a Bruxelles stanno accelerando i negoziati, cercando di semplificare la materia attraverso il metodo di rinviare gli accordi più difficili alla fine della trattativa così pensando di velocizzarla. Ma sarebbe pericoloso condizionare la chiusura della bozza tecnica all’accordo sulle materie rinviate. Appare più pratico, invece, inserire nell’accordo una clausola “funzionalista” di scuola europea: su tot materie questo è l’accordo, sulle altre ci impegniamo a raggiungerlo nel futuro, ma intanto approviamo quanto concordato e una formula evolutiva di perfezionamento e integrazioni successive. Così la bozza tecnica potrebbe essere chiusa entro l’estate. Se, invece, si vorrà mantenerla carica di troppe cose, c’è il rischio che resti aperta e vulnerabile alla cancellazione.

(c) 2016 Carlo Pelanda
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