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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza

2015-10-23

23/10/2015

L’Eurozona va consolidata via prassi e non via forma

Trovo pericolose le proposte della Commissione per la governance dell’Eurozona. In generale, è destabilizzante la formalizzazione di una gestione politica separata dell’Eurozona (18 nazioni) nell’ambito della Ue (28). Da un lato, non ci può essere una moneta unica senza un’architettura politica. Dall’altro, compattare un euroblocco distinto nella Ue significa distruggerla. Pertanto le euronazioni devono cercare di far funzionare l’area monetaria in modi diversi dalla confederalizzazione tra loro. Pensare diversamente in questo frangente, e senza aver prima concordato le nuove condizioni di permanenza del Regno Unito nella Ue, è un grave rischio. La Commissione sembra esserne consapevole osservando il come stia cercando un compromesso tra Germania che spinge per una compattazione dell’Eurozona a modo suo e chi la teme: (a) gruppo di consulenti “indipendenti” con la missione di consigliare i governi sul come dare più ordine ai loro bilanci statali; (b) rappresentanza unica dell’Eurozona presso il Fmi, evidentemente germanocentrica. L’enfasi su un Libro bianco nel 2017 per la compattazione dell’Eurozona lascia intendere che le misure proposte siano un primo sondaggio. Ma non va sottovalutato perché orienterà la linea futura. Quella giusta è di trovare una compattazione non-confederalizzante. Germania e Francia su questo sono certamente convergenti perché non vogliono confederazioni e da sempre vedono la costruzione europea come un moltiplicatore della potenza nazionale. Ma Berlino vuole formalizzare un ordine europeo basato sul criterio tedesco per imporlo formalmente, via nuovi trattati, alle euronazioni. Questa l’impostazione va bloccata fin dall’inizio perché poi sarebbe destabilizzante sia per la Ue sia per l’Eurozona. Pertanto raccomando al governo italiano di cestinare, nei modi dovuti, le proposte della Commissione. Ma il processo di compattazione non può essere bloccato del tutto. Quindi anche raccomando di rinviare il tema a dopo il Libro bianco del 2017. Nel frattempo, tuttavia, c’è da avviare un metodo che veramente potrebbe consolidare la costruzione europea complessiva: la modifica di fatto via nuove interpretazioni e prassi dei trattati europei senza bisogno di modificarli. Il miglior esempio di successo dell’applicazione di tale metodo è dato da come Draghi ha corretto via interpretazione e prassi i comportamenti inadeguati della Bce senza cambiarne lo statuto. Il punto è cercare una maggiore convergenza tra euronazioni via modifiche nella prassi senza toccare i trattati, per un bel po’. Così l’Ue resterà in piedi. Altrimenti imploderà.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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