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Carlo A. Pelanda
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Milano Finanza

2015-10-2

2/10/2015

Una locomotiva euroamericana potrà evitare la recessione globale

Stanno piovendo scenari pessimistici sulle prospettive dell’economia globale, in particolare al riguardo del biennio 2016-17. Peggiorati dalla sensazione di molti (macro)economisti che tra il 2017 ed il 2018 potrebbe arrivare una grave recessione mondiale. La recente revisione al ribasso della crescita globale compiuta dal Fmi, proiettata verso il 3% da un precedente 3,8%, sembra confermare la tendenza negativa. Pessimismo eccessivo o previsione realistica? Nella mia scuola di scenaristica le tendenze vengono probabilizzate in base al calcolo delle forze che possono contrastarle e non trattate come destini. Pertanto la risposta implica l’analisi delle capacità di bilanciare e invertire le tendenze verso la crisi. Il problema dipende principalmente dal grippaggio della locomotiva cinese e conseguente minore assorbimento di importazioni con conseguente crisi delle nazioni esportatrici, massima quella dei produttori di materie prime. Da un lato, il rallentamento della crescita in Cina è rilevante anche perché è iniziato parecchi anni fa ed è stato contrastato con mezzi forzosi che, alla fine, hanno reso più violento il raggiustamento verso la realtà. Dall’altro, la Cina è ancora lontana da un’implosione totale. Potrà, infatti, implodere per disordine politico, con certa probabilità di conflitti violenti dal 2022 in poi quando Xi Jinping dovrebbe cedere il posto a un altro gerarca secondo le locali regole di sostituzione decennale delle élite, ma al momento il regime ha sufficienti mezzi per tenere il sistema in moto. Una prima stima porta la riduzione del traino cinese sulla domanda globale a circa 1/5 in meno del recente passato. Pesante, ma non distruttivo. La riparazione della locomotiva americana riuscirà a bilanciare il guasto di quella cinese? Potrà andare a 2/3 della forza, in comparazione allo scorso decennio, ma non basterà. Potrà l’Eurozona prendere il ruolo di locomotiva ausiliaria? Se sì, la contrazione globale sarà lieve e temporanea. Il punto dello scenario, impostato in forma condizionale, appare preciso: se aumentassero rapidamente consumi e investimenti nell’Eurozona, il mondo, e le Borse nonché la finanza da esse dipendente, sarebbe trainato da due locomotive capaci di tenerlo in crescita. Pertanto la risposta alla domanda iniziale dipende dalla probabilità che l’Eurozona sorprenda in positivo e che la convergenza euroamericana si rafforzi nel biennio 2016-17. Secondo me proprio la crisi del mondo emergente faciliterà una ricompattazione espansiva sia euroamericana sia della Ue. Per questo ritengo il pessimismo attuale eccessivo.

(c) 2015 Carlo Pelanda
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